BREXIT, CRISI ECONOMICA, FLUSSI MIGRATORI, ELEZIONI IN AUSTRIA. L’EDIFICIO EUROPEO INIZIA A VACILLARE

BREXIT, CRISI ECONOMICA, FLUSSI MIGRATORI, ELEZIONI IN AUSTRIA. L’EDIFICIO EUROPEO INIZIA A VACILLARE

di Andrea Farhat

Nei primi 40 anni del lungo dopoguerra, complice lo scontro tra i due blocchi, buona parte dei paesi europei venivano governati da partiti eredi della tradizione novecentesca funzionali al mantenimento di certi equilibri. Nello stesso periodo, 45-85, la cosiddetta Europa occidentale veniva lentamente ma inesorabilmente contagiata dall’american way of life: consumismo, edonismo, aborto, divorzio, materialismo e inglesizzazione del linguaggio. Queste spinte alla disgregazione hanno progressivamente eroso quell’omogeneità valoriale che da sempre rappresenta uno dei collanti principali del continente. Con la caduta del muro, rotti certi equilibri, senza più la paura della minaccia, vera o presunta d’oltre cortina, parte una nuova fase. Inizia lo smantellamento dei diritti e delle tutele dei popoli sedimentatesi nel corso dei decenni precedenti:precarietà,privatizzazioni,riduzione delle prestazioni sanitarie diventano il mantra di quegli anni. Nel frattempo l’accelerazione voluta del processo di globalizzazione favorisce l’ingresso in Europa di merci a basso costo e zeri diritti sociali,favorendo altresì la delocalizzazione del lavoro.
Con l’obiettivo di creare una struttura istituzionale stabile di controllo viene accelerata la costruzione dell’UE e dell’euro.La retorica sui padri fondatori d’Europa Monnet, Spinelli, Schuman (di cultura mondialista) cerca di dare un fondamento etico/morale all’UE. Questo processo viene reso possibile grazie alla combinazione di 3 elementi:media proni al progetto, classe politica di scarso spessore,finti intellettuali asserviti alle grandi strategie in atto.
Tutto risulta sotto il controllo delle elite dalla nascita dell’euro fino agli anni 2008-2009,anni carichi di promesse e di aspettative.Poi,intorno alla fine dello scorso decennio avvengono due imprevisti che si aggiungono alla disoccupazione su larga scala e ai flussi migratori senza controllo.Il primo è l’esplosione della crisi partita dagli USA è generata dall’ingordigia del suo apparato finanziario,il secondo è l’esplosione dei social media che sfuggono in parte al controllo ferreo operato fino a quel momento dai media tradizionali.Travolta dalla crisi e con strumenti di controllo non più funzionali alle proprie esigenze,la classe dirigente europea da’ chiari segni di nervosismo e di incapacità di gestire la crisi in atto.La struttura della UE appare sempre più simile a quella dell’URSS dell’ultimo decennio della sua esistenza,grande burocrazia e promesse disattese.In questo quadro difficile ma avvincente i popoli si stanno ribellando facendo risuonare in tutto il continente il rumore delle catene che si stanno spezzando. Siamo alla vigilia di un periodo entusiasmante! Viva l’Europa dei popoli, viva la terra dei nostri padri!

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