Moneta e Finanza

Moneta e Finanza

COSA E’ L’ODIERNA TRUFFA MONETARIA

di Paolo Bogni

Premessa: nello scritto che segue noi tratteremo brevemente e per sommi capi il Problema del Signoraggio Bancario Moderno, cioè di quel fenomeno che è sotto i nostri occhi (per chi lo vuol vedere…) negli ultimi tre secoli. Ci disinteressiamo, qui, dei precedenti Signoraggi presentatisi nella Storia in quanto essi non sono per noi motivo di immediata analisi politica. Per Signoraggio bancario, dunque, s’intende il Profitto conseguito da circa tre secoli (data convenzionale d’inizio: 1694, Anno di Fondazione della Banca Centrale d’Inghilterra) da quegli Enti – Banche – che producono Moneta e sovrintendono alla sua circolazione tramite Prestiti. Il Signoraggio bancario è un Reddito monetario di cui si appropria il Sistema Bancario planetario nel momento in cui esso emette la Moneta (Prima Fase) e nel momento in cui presta la Moneta (Seconda Fase). Per Sistema Bancario planetario s’intende l’interconnessione delle Banche Centrali e delle Banche Commerciali operanti globalmente sul Pianeta Terra. Di seguito mostreremo e dimostreremo che il Signoraggio bancario è una Truffa monetaria. Il Signoraggio bancario è sostanzialmente una Truffa anche se legalmente permessa in quanto “coperta” da legislazioni nazionali e internazionali che consentono giuridicamente il compimento sia della Prima che della Seconda Fase del suo sviluppo. La Truffa fondamentalmente consiste nel mascherare e dissimulare l’Emissione dal Nulla e il Prestito tramite Moltiplicazione virtuale della Moneta circolante a corso forzoso e in regime di Monopolio.

Le Due Fasi del Signoraggio si distinguono in Signoraggio Primario (Prima Fase) e Signoraggio Secondario (Seconda Fase).

Il Signoraggio Primario consiste nella differenza – plusvalenza – tra i costi di produzione materiale di banconote e/o la loro digitazione elettronica e il loro valore facciale (nominale) accettato convenzionalmente e legalmente. Il Soggetto Agente Beneficiario del Signoraggio Primario è il Cartello delle Banche Centrali. Si calcola, ad esempio, che alla Banca Centrale dell’Unione Europea – la BCE – una banconota di 100 euro costi una decina di centesimi di euro, mentre essa la cede al costo del valore nominale maggiorato di interessi, valutabili nel Tasso di Sconto da essa stessa deciso e imposto grazie a precisi Articoli contenuti nel Trattato di Maastricht….! La contropartita obbligatoria che invece lo Stato deve riconoscere alla Banca Centrale in cambio della Moneta da essa emessa è il ricavo ottenuto alle Aste primarie presso cui sono stati collocati i Titoli di Stato emessi dal Ministero del Tesoro e il cui introito finisce nelle tasche della Banca Centrale. Allo Stato, però, toccherà l’”onore” e l’onere di saldare il Debito con coloro i quali deterranno quei Titoli di Stato (che sono Obbligazioni, cioè un Prestito) alla loro scadenza.

Sulla capacità di Solvenza di uno Stato di onorare il Debito a scadenza si pronunciano le cosiddette Società di Rating (Standard & Poor’s, Fitch, Moody’s, Dagong), S.p.A. quotate in Borsa e in pieno conflitto di Interessi nel momento in cui alcune loro azioniste (Fondi di investimento, soprattutto) possiedono nel proprio Portafoglio Titoli di Stato sulla cui solvibilità esprimono il loro giudizio.

Per completare legalmente il Ciclo criminale, il Signoraggio Primario (nella persona del Soggetto Agente Beneficiario, vale a dire la Banca Centrale) abbisogna fondamentalmente di Tre coperture giuridiche:

  1. Il Monopolio esclusivo dell’Emissione dal Nulla e dietro Interesse della Moneta a corso forzoso circolante in un dato Territorio. Corollario di questo Monopolio è la speculare emissione dei Titoli di Stato da parte dello Stato con la quale esso inaugura l’Indebitamento Eterno rispetto alla Moneta circolante e l’Abdicazione del Monopolio di Emissione (che deteneva sino a tre secoli fa) che dovrebbe competergli in caso di Sovranità Monetaria, che all’oggi è invece appannaggio del Sistema Bancario.

  2. Operare un Falso in Bilancio consentito dai Regolamenti di Redazione di Bilanci delle Banche Centrali contenuti negli Accordi G.A.A.P. elaborati definitivamente a Basilea 3 nel quadro del Coordinamento attuato dalla Banca dei Regolamenti Internazionali. Questi Accordi sono stati sistematicamente ratificati da quasi tutti i Parlamenti di ogni Nazione. Il Falso in Bilancio consiste nel mettere alla voce Passività la Moneta emessa e prestata, quando invece essa – lungi dall’essere una passività – è a pieno titolo un’Attività, in quanto su essa viene addirittura esercitato un tasso di interesse!

  3. Occultare legalmente i proventi delle Aste Primarie attraverso il posizionamento dei proventi stessi all’interno di Stanze di Compensazione Finanziarie Internazionali, legalmente riconosciute (Euroclear e Clearstream sono le più note). Esse sono dei luoghi in cui vengono conservati e scambiati Titoli e Valori, ma solo a livello elettronico. Queste Stanze di Compensazione funzionano tenendo liste di Multinazionali e Banche di tutto il Mondo (soprattutto le Centrali e le più grandi tra le Commerciali) e mettendole in contatto ed organizzando scambi elettronici di Titoli tra loro. Il problema è che non c’è modo di sapere i nomi delle strutture che sono dietro a queste operazioni, di cui si è venuto a conoscenza grazie a dichiarazioni rilasciate da “pentiti” che lavoravano all’interno di esse (Per tutti valga “Soldi. Il Libro nero della finanza internazionale”, scritto da Denis Robert ed Ernest Bakes, Editrice Nuovi Mondi, 2004). L’Occultamento del Reddito da Signoraggio Primario avviene grazie alla mediazione notarile che le Stanze operano con altri loro Clienti particolari: Società off-shore e Istituzioni finanziarie con Sedi in paradisi fiscali.

Corollario del Reddito da Signoraggio Primario è il Debito che pubblicamente lo Stato contrae con i Sottoscrittori dei Titoli di Stato (Obbligazioni, ovvero Prestiti a scadenza…) che in prima istanza vengono ceduti alla Banca Centrale in cambio della Moneta emessa e girata – a Debito – allo Stato stesso. La natura pubblica di questo Debito lo connota in quanto Debito Pubblico.

La Seconda Fase del Signoraggio Bancario è denominata Signoraggio Secondario e vede – nel ruolo di Soggetto Agente Beneficiario – l’Aggregato delle Banche Commerciali. Questa Seconda Fase della Truffa legale necessita fondamentalmente di una sola, ma decisiva, copertura giuridica:

  1. la legge sulla Riserva Frazionaria obbligatoria, secondo la quale, una volta incassato un deposito (per esempio: apertura di un normale conto corrente), la Banca commerciale è obbligata a trattenerne solo una minima percentuale come Riserva (presso la Banca Centrale di sua competenza) a garanzia dell’intera somma, mentre tutto il resto può essere prestato a interesse. Ne consegue che, con un mero gioco contabile, una Banca o una filiera di Banche (Aggregato) può arrivare a prestare decine di volte ciò che realmente possiede – attraverso la dinamica del Prestito-Deposito-Prestito… -, incamerando gli interessi su ciò che non ha e creando una forte differenza tra la quantità di denaro reale e quello dichiarato. In pratica, all’Aggregato delle Banche Commerciali è legalmente consentito di Moltiplicare virtualmente Moneta (anche qui, come nel Primario, la creazione è ex-nihilo, dal Nulla) e prestarla dietro Interesse con la sicurezza legale che il Cittadino, l’Ente Locale e l’Impresa forniscano Garanzie ed Ipoteche.

Con il meccanismo del Prestito, Mutuo, Finanziamento e del Fido, la Banca commerciale si pone in una posizione dominante rispetto all’economia produttiva (Privati e, soprattutto, Imprese e Aziende) che da questi strumenti dipende. Il circuito della Moneta strutturalmente Debito, infatti, rende obbligatoria la dipendenza finanziaria del Soggetto produttore dal sistema bancario. I molti suicidi di quest’ultimo biennio (2012/13) e i molteplici fallimenti di Imprese o Esercizi sono imputabili a questo tipologia di Debito.

Pertanto, contraltare e corollario del Reddito da Signoraggio Secondario è il Debito che privatamente un Cittadino, un Ente Locale o un’Impresa contrae all’interno dell’Aggregato delle Banche Commerciali. Questo Debito è denominato Debito Privato.

Si tenga infine conto che gran parte delle Banche Centrali esistenti al Mondo sono possedute nella quasi totalità delle proprie partecipazioni da Banche commerciali private. Questo fatto è confermato dalla composizione azionaria sia delle Federal Reserve, proprietaria ed emettitrice del Dollaro, sia della BCE, proprietaria ed emettitrice dell’Euro. C’è dunque una continuità tra la Prima e la Seconda Fase della Truffa monetaria di cui ci stiamo occupando, in quanto gli attori criminali sono gli stessi in ambedue i frangenti.

  • All’Oggi, oltre il 95% della Moneta circolante è Moneta elettronica. La Moneta cartacea rappresenta meno del 5%. Questo dato ci dice e ci suggerisce che l’avvento totale della Moneta elettronica in quanto Moneta circolante è vicina al traguardo, fissato in quanto preciso obiettivo dalle Oligarchie Globali che dominano la Finanza planetaria da tre secoli in qua. Se questo obiettivo dovesse concretizzarsi, le attuali Due Fasi del Signoraggio Bancario sarebbero superate e la Moneta elettronica integrale sarebbe emessa e prestata in regime di un Nuovo Signoraggio: il Signoraggio Unificato. A quello stadio, le Banche Centrali avranno esaurito il loro compito e l’intera operazione di Truffa sistematica sarebbe compiuta esclusivamente dalle attuali Banche Commerciali. Correlato al nuovo regime di circolazione integrale di Moneta elettronica vi sarebbe l’ulteriore incremento e sviluppo dei microchips sottocutanei come strumenti di pagamento e rilevamento, i quali, oltre alla funzione di mediazione creditizia o debitoria, sarebbero un ulteriore strumento di controllo del soggetto microchippato.

  • La Moneta emessa e prestata dal Sistema Bancario planetario concorre fondamentalmente alla creazione del Capitale (valorizzazione di Mezzi e Strumenti attraverso cui l’Economia planetaria degli ultimi tre secoli produce Merci ed eroga Servizi). L’Economia planetaria diffusasi e resasi egemone nel mondo in questi ultimi tre secoli prende il nome da un derivato del concetto di Capitale ed è conosciuta con il nome di Capitalismo. Questa Economia ha la peculiarità di esigere necessariamente una differenza positiva tra capitale investito iniziale e capitale accumulato tramite la vendita del Prodotto, sia esso una Merce o un Servizio. Il Sistema bancario planetario rappresenta il Capitalismo finanziario. I Soggetti che invece detengono i Mezzi e gli Strumenti valorizzati dalla Moneta emessa e prestata dai Banchieri sono i promotori (Imprenditori) del Capitalismo produttivo e sono i Soggetti che hanno la necessità di aumentare strutturalmente il loro capitale iniziale investito.

  • Vi è un legame circolare di reciproca dipendenza tra Capitale Finanziario e Capitale Produttivo. Il Plusvalore estorto dal capitalista produttivo nei confronti del dipendente da Capitale è strutturalmente condizionato dalla Crescita infinita a cui è sottoposta la Produzione di Merci e l’Erogazione dei Servizi, in quanto il Capitale produttivo dipende – a sua volta – dal Capitale finanziario il quale valorizza – con la Moneta-Debito da esso inserito nel Ciclo produttivo – il Capitale investito dal proprietario dei mezzi di produzione. Alla base del devastante sviluppismo economico capitalista sta dunque l’intreccio tra l’azione del Banchiere e l’interesse del Capitalista, nella diabolica combinazione tra Moneta-Debito e Plusvalore. In altre parole, è impossibile perseguire la Sovranità Monetaria mantenendo in vita le strutture di Sfruttamento (generate dal Plusvalore) dell’Economia capitalista. Così come la Moneta non ha alcun Valore in un’isola deserta, la Moneta-Debito del Banchiere Moderno non avrebbe alcun senso all’interno di un’Economia che non fosse Sviluppista e Sfruttatrice, quale quella Capitalista. Questa Moneta-Debito infatti ha la stessa età del Capitalismo (tre secoli); e non è, ovviamente, un caso. E per Capitalismo noi intendiamo anche quello di Stato, tipo l’Unione Sovietica dei tempi andati o l’attuale Repubblica Popolare Cinese.

  • Banchieri e Imprenditori sono gli artefici di un Mondo in cui il Signoraggio Bancario, la cui caratteristica è il Parassitismo, è necessariamente sinergico all’Economia Sviluppista che dà luogo allo Sfruttamento e all’Alienazione.

  • La Società Globale capitalista è la stessa in cui convivono gli iperconsumisti, gli iperindebitati, gli ipersfruttati, i denutriti, i malati psichici, i malati cronici, i morti per fame e miseria procurate e gli alienati.

  • Ergo, se il Signoraggio bancario è un problema da mettere a tema nell’agenda Politica, questo problema è da riconsiderare alla luce di un Problema più grande in cui esso necessariamente si inscrive: il Problema Capitalismo. Banchieri e Imprenditori (soprattutto Multinazionali e Grandi Aziende) sono ruoli sì distinti ma che agiscono all’interno dello stesso scenario. Se si vuole seriamente combattere il Signoraggio bancario bisogna contemporaneamente combattere anche le dinamiche sviluppiste del Capitalismo produttivo che generano Sfruttamento e Alienazione.

Con questo presupposto, è da escludere radicalmente e nella sua totalità ogni nostra osservanza e attenzione alle analisi critiche compiute sulla Moneta-Debito odierna avanzate dalla cosiddetta Scuola Austriaca (il cui esponente di maggior rilievo è Ludwig Von Mises), che anzi rappresenta il peggio dell’ideologia libertaria applicata al mercato capitalista auspicato nella sua assolutizzazione.

  • Se si vuole seriamente combattere il Signoraggio bancario e giungere alla Sovranità Monetaria è necessario combattere l’intero scenario in cui recita il proprio criminale ruolo il Banchiere, vale a dire l’intero Sistema Capitalista globale.

Perché questa Moneta non è uguale per tutti

Circolarità e Transitorietà

Uno dei luoghi comuni più duri a morire anche in molti tra coloro che sarebbero altrimenti disposti a criticare in buona fede la criminalità dell’Alta Finanza, del Sistema Bancario Globale o del Monetarismo attuale in genere recita – in sintesi – che quello del banchiere è esattamente un mestiere come quello del fruttivendolo, del falegname o dell’avvocato. Paolo Barnard, per citarne uno, è un campione di questo equivoco elevato a luogo comune. Questo luogo comune sostiene che il banchiere lavora con la Moneta e trae il suo reddito dall’interesse applicato ad essa nel momento della cessione al debitore; così come il fruttivendolo trae il suo reddito dalla cessione di una cassetta di pesche al suo acquirente; così come il falegname trae il suo reddito dalla cessione di un serramento ad una Impresa edile; così come un avvocato trae il suo reddito dalla parcella percepita da un cliente da lui difeso. Questo luogo comune sarebbe verità se, e solo se, la Moneta fosse qualcosa di già dato e presente nel ciclo di produzione della merce (cassette, pesche, serramenti) o in quello dell’erogazione di servizi (cause giudiziarie,..) in forma neutra. In realtà, invece, la Moneta è inserita a forza dall’esterno del Ciclo produttivo (in regime di monopolio esclusivo) e – soprattutto – a Debito dal banchiere. Questa Moneta, inoltre, è creata ex nihilo – dal nulla – e moltiplicata virtualmente. Il Fruttivendolo, invece, non può creare dal nulla la cassetta di pesche, il falegname non può creare dal nulla il serramento e l’avvocato non può creare dal nulla la causa difensiva. In più, la cassetta di pesche, il serramento e la causa difensiva necessitano di una Moneta nel momento in cui devono costituire reddito per il fruttivendolo, il falegname e l’avvocato. Il banchiere ha dunque una doppia posizione dominante rispetto al fruttivendolo, al falegname e all’avvocato. La prima è quella che crea dal nulla, a risibili costi, l’elemento che dà valore alla cassetta di pesche, al serramento e alla causa difensiva. La seconda è che agisce in un contesto per il quale il fruttivendolo, il falegname e l’avvocato dipendono obbligatoriamente dal suo monopolio esclusivo della creazione di quell’elemento (Moneta) necessario ai tre lavoratori per costruire il loro Reddito. Dal punto di vista del banchiere, la Moneta compie un percorso circolare virtuoso: nasce dal nulla e ritorna come Valore economico. Per il fruttivendolo, il falegname e l’avvocato la Moneta compie invece un percorso transitorio vizioso in quanto il reddito da loro costruito non è fondato sul nulla (come per il banchiere) ma è fondato sulle fatiche quotidiane della gestione della Bottega di frutta e verdura, della falegnameria e sullo Studio legale. E’sulla distinzione tra Circolarità e Transitorietà che si delinea la differenza ontologica tra il Parassita e il Corpo sociale. Se l’Economia di una Comunità non è fondata sul Baratto (N.B.: L’Ideale sarebbe lo scambio puro tra Bene e Bene. Riproporre integralmente il Baratto, però, sarebbe pura Utopia e romantica fantapolitica…) e di necessità è la Moneta che deve fungere da misuratore universale, neutro e incondizionato (eccetto la convenzione su di essa accordata da fruttivendoli, falegnami, avvocati e altri lavoratori del Corpo sociale comunitario…) del Valore di una Merce o di un Servizio, è allora da interrompere la Circolarità parassita e criminale di chi emette dal nulla il Misuratore cedendolo strutturalmente a Debito all’interno dell’Economia di un Corpo sociale comunitario. In altre parole è da estinguere la figura del Banchiere che, esterno al Corpo sociale e esterno allo Stato, immette nel Ciclo economico il suo veleno, vale a dire la Moneta-Debito. La Moneta, invece, deve essere creata all’interno dello Stato e in contemporanea al lavoro del fruttivendolo, del falegname, dell’avvocato e degli altri lavoratori del Corpo sociale. Nel Corpo sociale attuale e nel Ciclo economico odierno vi sono meccanismi interni di Sfruttamento che prescindono dalla dicotomia Circolarità-Transitorietà e che riguardano più complessivamente l’intero Sistema capitalista globale di cui la Moneta-Debito costituisce il più grosso problema. Sul come produrre e consumare diversamente tratteremo però in altre Voci tematiche, laddove le criticità analizzate sono lo Sfruttamento e l’Alienazione. In questa ci occupiamo esclusivamente di come emettere e prestare moneta diversamente in quanto qui, in questa Voce tematica, la problematica di fondo da contrastare è il Parassitismo.

Secondo il nostro ispiratore Giacinto Auriti

Nel passaggio dall’analisi del Signoraggio Bancario inteso come Truffa da smascherare e da denunciare all’analisi della Sovranità Monetaria come inderogabile proposta politica e come inalienabile Diritto di un Popolo a gestire la propria economia e la propria Comunità per mezzo di una Moneta sovrana, è necessario indicare un percorso teorico che orienti il nostro cammino culturale e tracci la nostra azione politica. Molti Autori ci sono stati di aiuto in questa narrazione all’insegna del disincanto monetarista odierno, anche di quelli che analizzavano una moneta diversa e meno perniciosa di quella dei giorni nostri ma che, con genialità e intuito, presagivano l’orizzonte nichilista entro il quale andava ad inscriversi la traiettoria dello “sterco del demonio”. Aristotele, San Tommaso d’Aquino, Karl Marx, Clifford Douglas, Silvio Gesell, Ezra Pound e, sino ai giorni nostri, Maurice Allais. Ma la figura più limpida e acuta per quanto concerne l’analisi del monetarismo parassita odierno è stato Giacinto Auriti. Noi facciamo nostre le sue Fondamentali Tesi sia nella Fase della Denuncia della Truffa monetaria moderna, sia nella Fase della Fuoriuscita dal Parassitismo monetario e l’ingresso in una Nuova Fase in cui la Comunità si riappropria della Sovranità Monetaria. Queste sette Tesi, tre della Fase di Denuncia e quattro della Fase di Fuoriuscita, sono così riassumibili:

Denuncia sul Parassitismo del Monetarismo odierno

Tre Tesi di Giacinto Auriti

  1. L’Arbitrio del Sistema bancario globale che si arroga il diritto – in regime di monopolio esclusivo – di emettere e prestare Moneta strutturalmente a Debito(Pubblico e Privato), con la chiara complicità del sistema politico occidentale ad esso subordinato.

  2. La Deduzione Unilaterale e Coatta da parte del Sistema bancario globale, per la quale il Valore della Moneta è imposto a priori e dietro “coperture” illogiche e criminalmente legalizzate (Emissione di Titoli di Stato e Riserva Frazionaria).

  3. L’Abdicazione, sotto forma di un metaforico suicidio, da parte dello Stato e della Politica dai loro Doveri giuridici e politici in merito alla Sovranità Monetaria, nel momento dell’accettazione passiva di questo Arbitrio e di questa Deduzione Unilaterale e Coatta. L’Abdicazione dello Stato e della Politica è correlata alla folle, meschina e servile subordinazione che le Istituzioni Statali e i politici ufficiali hanno nei confronti del Sistema bancario globale.

Fuoriuscita dal Parassitismo del Monetarismo odierno

Quattro Tesi di Giacinto Auriti per la Sovranità Monetaria

  1. E’ la Convenzione tra gli Attori popolari di una Comunità o di uno Stato (Cittadini, Imprese economiche, Enti Locali) che funge da fondamentale ed unico presupposto che dà Valore alla Moneta, e non chi (Sistema bancario globale) la emette tipograficamente o elettronicamente – dal nulla o moltiplicandola virtualmente – in regime di fraudolento monopolio.

  2. La Moneta ha, in seguito a questa Convenzione, un Valore Indotto.

  3. Neutralità della Moneta, la sua Universalità e l’Incondizionabilità (eccetto la Convenzione) sono i Modi d’essere che il Valore Indotto conferisce alla Moneta. Da ciò si desume necessariamente quanto siano totalmente prive di fondamento logico e giuridico le due fondamentali “coperture” della Moneta circolante presenti all’Oggi all’esperienza del Monetarismo Parassita moderno, vale a dire la copertura aurea e – successivamente (o contemporaneamente) – la copertura dei Titoli di Stato.

  4. Come necessario corollario alle tre Tesi che la precedono, questa Quarta e ultima Tesi sostiene che la Moneta è di Proprietà Popolare, cioè è accreditata alla sua Emissione e gestita nel suo Prestito agli Attori popolari in forza della loro primigenia Convenzione. Lo Stato è il Noi comunitario e Istituzionale che, per conto degli Attori popolari, emette e presta la Moneta con Valore Indotto e con i tre modi d’essere della Neutralità, Universalità e dell’Incondizionabilità (eccetto quella iniziale della Convenzione).

Noi vogliamo la Sovranità Monetaria:

Cosa è e come si realizza l’unica e vera Sovranità Monetaria

Per Sovranità Monetaria s’intende la sovranità, il dominio, la gestione della Moneta da parte degli Attori popolari attraverso la mediazione comunitaria dello Stato. L’azione politica per giungere a ciò prevede necessariamente una Fase di passaggio che determini una cesura radicale con l’attuale monetarismo odierno e l’individuazione di Obiettivi che rappresentino l’articolazione dell’agognata Sovranità Monetaria che, sia detto a scanso di equivoci, così come da noi è proposta è l’unica e vera Sovranità Monetaria pensabile e realizzabile.

Noi individuiamo Cinque Obiettivi fondamentali che rappresentano le Cinque Tesi sulle quali si sviluppa la nostra azione politica.

  1. Lo Stato – anche nelle sue articolazioni Locali e Comunitarie – ha l’Esclusiva e il Monopolio dell’emissione di tutta la Moneta circolante, sia essa scritturale, elettronica, cartacea e metallica. Nelle Istituzioni dello Stato si individua un Ministero ad hoc – Ministero della Moneta – che svolga questa funzione. Deve cessare l’umiliante e servile condizione dello Stato servo dei banchieri globali che, anziché emettere Moneta, emette Titoli di Stato.

Contestualmente alla creazione del Ministero della Moneta, vi è l’automatica abolizione di qualsiasi Ente equiparabile alle attuali Banche centrali (Banca d’Italia e Banca Centrale Europea, per quanto concerne noi italiani)

  1. Cancellazione, a costo zero, del Debito pubblico pregresso, eccetto che le Obbligazioni (Titoli di Stato) detenute da Cittadini privati.

Nessun rimborso sarà riconosciuto alle istituzioni finanziarie, imprese multinazionali, banche “nazionali” e internazionali, centrali e/o commerciali che detenessero Titoli di Stato.

  1. Nazionalizzazione a costo zero per lo Stato delle Banche commerciali e loro trasformazione in Istituti di Credito territoriali. Il Credito (prestito) sarebbe gestito in sinergia con l’Emissione della Moneta e disposto dall’azione politica combinata tra Distretti territoriali comunitari e il Ministero della Moneta.

Revisione del Credito odierno e orientamento di esso in funzione di un ambito locale/comunitario improntato ad un’economia il più possibile autocentrata.

  1. Abolizione del Mercato finanziario, Borse di Titoli azionari e obbligazionari, di Istituzioni e Società finanziarie e di Assicurazioni.

L’unica forma concessa di finanziamento alla sfera produttiva è concessa allo Stato che la disciplina attraverso l’Emissione e Prestito monetari combinati con Politiche progettuali in ambito comunitario raccordate all’Interesse nazionale.

  1. Per il completamento e la definitiva realizzazione della Proprietà Popolare della Moneta, stante la necessaria applicazione dei 4 Punti precedenti e l’obbligo che vi sia la concreta ed evidente manifestazione del passaggio da una Moneta-Debito ad una Moneta-Credito, proponiamo – sotto forma di due Soluzioni – l’istituzione di due Redditi sociali (tra loro, però, alternativi ed escludentisi) che rappresentino non solo simbolicamente ma praticamente l’effettualità di una vera Libertà e Sovranità monetaria. La Prima Soluzione consiste nell’Istituzione di un Reddito di Cittadinanza a vantaggio di ogni cittadino, fin dalla nascita e per sempre, in modo tale che esso lo affranchi dalla povertà assoluta, garantendogli una dignitosa sopravvivenza. Esso è cumulativo al Reddito da lavoro. Oppure – Seconda Soluzione proposta -, si dà luogo all’Istituzione di un Reddito di Comunità a vantaggio di quelle fasce di popolazione (lavoro domestico, prima infanzia, studenti, disoccupati involontari, inabili, disabili, anziani, ecc..) non in possesso di redditi propri da lavoro ma partecipanti alla vita sociale e comunitaria. Il Reddito di Comunità non è riconosciuto ad personam fin dalla nascita (per quanto concerne l’Infanzia, ad esempio, punto di riferimento è la Famiglia) e non è cumulativo al reddito di lavoro, ma rappresenta un accredito comunitario riconosciuto a particolari gruppi comunitari. Come detto, questi due Redditi sociali sono diverse (e tra loro alternative) interpretazioni della stessa esigenza comunitaria di fondo per la quale la Moneta deve rappresentare un Credito per il Popolo e non un Debito come lo è oggi, nell’attuale modello monetarista. La scelta tra la Prima e la Seconda soluzione è a tutt’oggi oggetto di discussione interna al dibattito concernente alla complessiva disamina sulla Sovranità monetaria.

Le False Soluzioni e gli inutili palliativi

Sentiamo la necessità di sottoporre a critica radicale altre proposte avanzate da altri Gruppi che come noi combattono il Signoraggio bancario o di altre organizzazioni che pure criticano il Sistema capitalista e il suo regime monetario. Non lo facciamo per amor di polemica ma per sottolineare come un’errata analisi possa generare proposte anche non indecenti ma purtroppo ambigue, contraddittorie o addirittura funzionali al Sistema capitalista e monetarista che – anche in buona fede – si vuole combattere.

Sono soprattutto dodici le iniziative che noi radicalmente critichiamo e consideriamo insufficienti per contrastare efficacemente il Signoraggio bancario, tanto quello primario che quello secondario. Le elenchiamo di seguito, spiegandone i limiti intrinseci.

  1. La proposta della Moneta complementare (M.C.). Essa è distribuita gratuitamente a coloro i quali – in un distretto o in un territorio definito – s’iscrivono ad un’Associazione locale dove consumatori, produttori e distributori costituiscono un circolo “accettatore” di M.C.. Come esprime bene l’aggettivo, questa moneta è di complemento a quella legale (nel nostro caso l’Euro). Il suo scopo, soprattutto nei momenti di Crisi, è quello di rafforzare il potere d’acquisto dell’Euro facendo in modo che, in un territorio o in un distretto – stante l’adesione di molte Imprese al progetto – la M.C. si affianchi alla moneta legale per l’acquisto di una Merce, coprendo una percentuale (ammettiamo il 20%) del totale. Il risultato finale è che la M.C. allevia il disagio da inflazione e – artificialmente – aumenta il potere d’acquisto della moneta legale.

Ma non sposta di una virgola il problema dell’emissione usurocratica della moneta legale stessa. L’Euro è comunque di proprietà della BCE e legata ad essa c’è il Debito Pubblico che rimane inalterato. In definitiva la M.C. è da configurarsi nulla più (con tutti i suoi meriti specifici, tra i quali quello di intraprendere preliminarmente un dibattito sul monetarismo odierno) che come un particolare buono sconto, e come tale va considerata.

  1. Il SIMEC (Simbolo Economometrico di Valore Indotto) non è fondamentalmente una Moneta complementare e non è un modello per Monete complementari: l’esperimento di quella particolare moneta denominata Simec, attuato nel Comune di Guardiagrele nel 2000, è una classica incompiuta. Per bocca del suo stesso ideatore, Giacinto Auriti, essa, per giungere a compimento della sua missione, avrebbe dovuto percorrere due tappe. La prima tappa consisteva nel venire emessa a fronte di una copertura con moneta legale da tenere in giacenza nelle casseforti dell’Associazione privata di cui era segretario lo stesso Auriti, il Saus (Sindacato anti Usura). Questa moneta convertibile – valutata il doppio rispetto alla moneta convertibile di allora, la lira italiana – ebbe due meriti: 1) Rivitalizzare l’Economia locale e ridare slancio agli Esercizi del Paese. 2) Provare scientificamente la teoria del Valore indotto elaborata dopo decenni di studi da Giacinto Auriti.

La seconda tappa prevedeva l’emissione del Simec non più da parte di un’Associazione privata ma da un Ente locale o dallo Stato stesso, senza alcuna copertura aurea o contropartite obbligazionarie quali i Titoli di Stato del Debito pubblico. Il Simec avrebbe avuto come criterio distributivo l’accredito di questa moneta del Popolo attraverso il Reddito di Cittadinanza. La seconda tappa, purtroppo, non si è mai svolta e il Simec non è mai andato a regime. Giacinto Auriti – con il Simec – avrebbe voluto mettere in pratica tutta la sua importantissima elaborazione teorica (quarant’anni di studi) e provare la validità delle sue importantissime asserzioni: a) la moneta ha Valore in quanto è accettata dal Popolo che la usa come misuratore di Beni (Merci e Servizi che siano) e non ha Valore in quanto semplicemente emessa: b) la moneta è del Popolo e appartiene a esso; c) la moneta non abbisogna di alcun tipo di copertura, in quanto essa è un misuratore convenzionale, cioè è oggetto di una convenzione tra membri di una stessa Comunità. Il Simec è stata concepita come Moneta Alternativa e come tale va considerata. Il suo esperimento è purtroppo fallito. Coloro i quali tengono conto soltanto della prima tappa, rinunciando a comprendere che il concetto si sarebbe completato e inverato nella seconda, e la paragonano ad una Moneta complementare snaturano il pensiero auritiano e danneggiano la battaglia per una reale Sovranità e Libertà Monetaria.

  1. L’istituzione di una Banca di Garanzia (B.d.G.): E’ singolare il fatto che anziché tendere a volere l’abolizione e la scomparsa di tutte le banche (centrali e commerciali) vi sono Gruppi o Associazioni – che pure criticano il Signoraggio e dimostrano di conoscerlo approfonditamente – che propongono la nascita…di una nuova banca. Come se già non bastassero quelle esistenti ad intossicarci la vita personale e comunitaria! Ma tant’è. La B.d.G. è pensata come una banca intermediatrice tra l’Impresa che necessita di un prestito e le banche commerciali vere e proprie che questo prestito lo concedono. Grazie ad un azionariato tra gli imprenditori, la B.d.G. si presterebbe a fare da garante per conto dell’Impresa richiedente il prestito presso la banca commerciale che rilascia il prestito stesso. In cambio la B.d.G. percepirebbe una piccola somma dall’Impresa in cambio della garanzia rilasciata. L’aspetto singolare di tutta la questione è che nei propositi stessi di chi ha pensato questa banca intermediatrice essa dovrebbe strutturalmente agire come una banca commerciale odierna: facendo leva, cioè, sulla legge della Riserva Frazionaria obbligatoria, grazie alla quale – nei termini di una contabilità metascientifica – il denaro magicamente si moltiplica. L’aumento del capitale in siffatto modo andrebbe a tutto vantaggio degli imprenditori azionisti che innescherebbero un circuito virtuoso in tutta l’Economia. Infatti, sostengono i suoi ideatori, molti buoni progetti non trovano accoglienza per la difficoltà odierna a fornire garanzie presso gli Istituti di credito. Se la B.d.G. prendesse piede, tutta l’Economia, in special modo quella legata alle Piccole e Medie imprese, decollerebbe. Abbiamo visto, però, cosa comporta ciò quando abbiamo trattato del Signoraggio secondario. Ebbene, la Banca di Garanzia si presterebbe, anche in sede teorica, a comportarsi come una qualsiasi banca commerciale! E la Banca di Garanzia presuppone comunque l’esistenza delle banche commerciali

  1. La Finanza Etica. Come esposto nel Sito specifico www.finanza-etica.it, “…L’investitore

etico è invece colui che non è unicamente interessato al rendimento delle proprie azioni, ma vuole conoscere le ragioni di fondo che realizzano questa redditività, le caratteristiche dei Beni prodotti, la localizzazione dell’azienda e verificare come vengano condotti gli affari…”, inoltre “…Individua i campi di impiego, ed eventualmente alcuni campi preferenziali, introducendo nell’istruttoria economica criteri di riferimento basati sulla promozione dello sviluppo umano e sulla responsabilità sociale e ambientale. Esclude per principio rapporti finanziari con quelle attività economiche che ostacolano lo sviluppo umano e contribuiscono a violare i diritti fondamentali della persona, come la produzione e il commercio di armi, le produzioni gravemente lesive della salute e dell’ambiente, le attività che si fondano sullo sfruttamento dei minori o sulla repressione delle libertà civili…”. La Banca Etica, presente anche in Italia, è una risposta filantropica ai disastri planetari commessi dalla finanza cosiddetta normale. Essa fonda la propria eticità e la propria essenza – come sottolineato dalle citazioni sopra – sul fatto che nessun investimento è riservato a commercio o produzione di Merci o Servizi catalogati come immorali. La funzionalità al Sistema fondato sulla Moneta-debito è però, malgrado le buone intenzioni, totale. Infatti, quale moneta “maneggia” la Banca Etica? La stessa moneta emessa dalle classiche banche centrali con tutto il carico annesso del Debito Pubblico che essa comporta. Quale moneta presta la Banca Etica, siappure in un regime di diversa modalità rispetto a una normale banca commerciale per quanto concerne le attenzioni e la sensibilità rispetto a progetti e interventi? Una moneta moltiplicata dal nulla grazie allo stratagemma della Riserva Frazionaria; né più né meno delle stesse logiche tecniche approntate da una banca commerciale ordinaria. La Banca Etica partecipa – nel ruolo che il Sistema le destina in qualità di banca “buona” – indirettamente al Signoraggio primario, in quanto gestisce una certa moneta emessa, sia direttamente al Signoraggio secondario. Questa sorta di finanza eticamente controllata rientra inoltre nel più vasto disegno di un’Economia improntata allo Sviluppo sostenibile. La moneta “cattiva” riutilizzata “eticamente” da suddetta finanza è finalizzata comunque a stimolare un Sistema di produzione di Merci e di erogazione di Servizi che deve (perché deve) aumentare il PIL. In definitiva è un serpente che, eticamente, si morde la coda.

  1. Microcredito. Noi non siamo filantropi e nemmeno ci piace la filantropia. Essa è la religione della cattiva coscienza occidentale. Quando sentiamo parlare dell’esistenza di un banchiere dei poveri, tale Muhammad Yunus, riteniamo che questa interferenza filantropica complichi parecchio il nostro compito di disinfezione dal Sistema bancario del Pianeta Terra. Non certo perché il Sistema bancario possa redimersi grazie agli insegnamenti e alle correzioni di questo Padre Pio dell’Usura; tutt’altro. Le banche sono la più alta espressione del concetto di crimine e sono totalmente e radicalmente irriformabili. Sono la peggior forma di cancro sociale ed economico. Esse vanno semplicemente abolite. Anche la Grameen Bank, il colosso bancario di cui è a capo Yunus e che si occupa di microcredito in cinquantasette Nazioni e che totalizza profitti come una qualsiasi banca commerciale internazionale, è una di loro. Prestano soldi ai poveri senza che questi possano coprire il prestito fornendo garanzie? Vero. Lo possono ottenere, però, a patto che ogni prestito individuale sia coperto da una sorta di obbligazione di Gruppo, per il quale l’insolvenza di uno comporta l’esborso delle sue rate da parte degli altri. E le liti nate in questi Gruppi di “prestito” collettivo sono all’ordine del giorno. Sono contrastanti inoltre i diversi dati forniti in merito all’effettiva fuoriuscita dalla povertà di cifre significative dei poveri che hanno l’accesso a questo microcredito su scala internazionale. Da www.panorama.it, in un articolo del 22 novembre 2010, “India: microcredito al tracollo”, a firma di Franca Roiatti, si sostiene che “…In India i mini finanziamenti sono usciti dai confini del no profit per diventare un’impresa che vale quasi 5 miliardi di euro e ha 27 milioni di clienti: molti dei quali sono troppo indebitati e non riescono più a pagare(…). In Andhra Pradesh, uno degli stati più popolosi e poveri del subcontinente (indiano. Nota nostra), dove si concentrano il 37 per cento delle attività di tutto il settore, sono di fatto saltati rimborsi pari a circa 90 miliardi di rupie (circa 1 milione e 450 mila euro). Negli ultimi mesi almeno 75 persone si sono suicidate perché non riuscivano più a far fronte alle rate dei prestiti. Studentesse come Lalitha Mursilmula, 16 anni. Un giorno è stata avvicinata da un esattore di un’agenzia del microcredito, che insieme ad altri abitanti del villaggio hanno cominciato ad incalzarla sul fatto che i suoi genitori erano indietro con le rate, le avrebbero intimato di trovare i soldi vendendosi se necessario. Lei non ce l’ha fatta, è tornata a casa, e si è tolta la vita bevendo fertilizzante. In una lettera ha pregato i suoi genitori di non prendere altri prestiti. Il marito di Sulthana Begum, invece si è impiccato. Vendeva banane guadagnando 6000 rupie (96 euro) al mese, ma aveva debiti per 5400 rupie al mese…”. E a convincerci che dobbiamo diffidare di questa esperienza filantropica ci giunge la notizia che la Grameen Bank avrebbe voluto aprire una filiale a Bologna, in Italia (progetto saltato per ragioni, a dire di Yunus, di carattere burocratico, come ricordatoci da www.borsaitaliana.it). Lo avrebbe fatto in collaborazione con Unicredit, la seconda maggiore azionista di Bankitalia. Prova provata che Yunus è uno di loro: banchieri che emettono e prestano denaro mandando in rovina Popoli e Comunità. Personaggi che su scala mondiale creano i poveri e senza vergogna li strumentalizzano fingendo, filantropicamente, di aiutarli. Inoltre, il microcredito del signor Yunus è quanto di più propedeutico ci sia per abituare l’opinione pubblica occidentale al cambio epocale di emissione ed erogazione di prestito della moneta. Nel passaggio dall’epoca della moneta cartacea (che già oggi è minoritaria rispetto alla scritturale) a quella elettronica, il microcredito da eccezione diventerà la prassi anche nel cosiddetto Mondo ricco, perché le banche commerciali diverranno esse stesse emettitrici di moneta (virtuale) e prestatrici al tempo stesso. Incorporeranno, infatti, anche l’attuale funzione che momentaneamente è delegata alle loro celebri partecipate, le sorelle maggiori banche centrali.

  1. La nazionalizzazione delle banche centrali. Per un breve periodo l’adozione di questa mossa sarebbe un passo avanti nel combattere il Signoraggio primario; nel medio-lungo periodo è invece una scelta paradossalmente favorevole ai nostri nemici banchieri. Perché? Il compito attuale della banca centrale è emettere anche moneta cartacea ceduta agli Stati in cambio di Titoli obbligazionari emessi dai Ministeri del Tesoro, che così strutturalmente creano, ai danni del Popolo, il famigerato Debito Pubblico. Se, come temiamo, la moneta cartacea sarà progressivamente e in modo totalizzante sostituita dalla moneta elettronica, il Signoraggio che oggi noi distinguiamo in primario e secondario troverà una sua unità nella funzione di quelle banche commerciali che momentaneamente sdoppiano la loro operatività usuraia nell’emissione prima, attraverso le loro controllate banche centrali, e nei prestiti e finanziamenti poi, nelle loro attività di Istituiti privati di credito territoriali. Ha ragione Sandro Pascucci (www.signoraggio.com), quando ricorda a tutti gli studiosi di Signoraggio che, nell’attuale prospettiva che vedrà la moneta elettronica sostituire integralmente la moneta cartacea, la proposta di nazionalizzare l’attuale istituto di emissione è sterile e sostanzialmente inefficace ai fini della battaglia di una reale Sovranità Monetaria, in quanto “…Ritornerà di proprietà dello Stato un’entità (la banca centrale) che di fatto non ha (avrà) poteri, in un momento storico in cui anche la stampa della moneta perderà ogni senso, perché ogni transazione sarà elettronica , sarà pagata con moneta elettronica. Il Signoraggio non smetterà di autogenerarsi e sarà assoluto perché le banche (commerciali) avranno potere di emissione di moneta infinita in maniera incontrastata. La moneta si perderà nei circuiti virtuali e telematici dei sistemi informatici delle banche, e le carte Visa diventeranno delle piccole banche emittenti che erogheranno soldi in relazione alla capacità di indebitarsi di ogni utente. Le banche centrali nazionali non serviranno a nient’altro che come Enti amministrativi, come autority, ma non avranno alcun potere né sull’emissione del denaro né sui tassi di interesse, o quanto meno sulle fusioni bancarie. Per tale motivo le banche si disfanno di questa partecipazione, che non avrà più significato in futuro, per entrare nel Mercato virtuale e nel microcredito. Non dimentichiamo infatti che la legge del risparmio, e l’approvazione dello Statuto si accompagna ad un’altra decisione importante da prendere, ossia la deregolamentazione delle banche popolari e cooperative. Stiamo per entrare nella nuova era in cui ogni banca sarà libera di stampare la sua moneta ogni volta che dà una carta di credito, garantendo la presenza di una riserva minima. Il nostro Sistema economico sta cambiando e, mentre i banchieri sono coscienti di questo e adeguano i nuovi strumenti, noi continuiamo a viaggiare su quello vecchio che è ormai da rottamare…”. Le banche centrali sono istituzione che sono semplicemente da abolire.

  1. Il Tasso Negativo è uno strumento valido solo se applicato dallo Stato, da una Comunità o da una Federazione di Stati o Comunità nei confronti di un cittadino che desideri o ambisca ad accumulare denaro in quantità tale che oltrepassi un sobrio, limitato e regolato risparmio personale. Il Tasso Negativo (come qualsiasi altro Tasso…), in ogni caso, non è applicabile né da Banche Centrali, né da Banche Commerciali o da Enti equipollenti che già, in regime dell’ unica e vera Sovranità Monetaria pensabile e realizzabile, saranno estinti (Banche centrali) o nazionalizzati a costo zero e mutati nella loro essenza (Banche Commerciali).

 

  1. La Modern Money Theory (M.M.T.). E’ la più pericolosa delle proposte che stanno affermandosi sul palcoscenico del riformismo monetario. E’ la più falsa tra le soluzioni proposte per superare il monetarismo odierno. Facciamo nostre le critiche puntualmente portate da Salvatore Tamburro sul suo portale salvatoretamburro.blogspot.it e le riportiamo senza nulla togliere o aggiungere.

“…Prima di analizzare questa teoria, vediamo però quali sono i presupposti su cui si basa. Premesso che la M.M.T. non si basa sulla sovranità monetaria nelle mani dello Stato e conserva pertanto sempre 3 soggetti distinti nel contesto della politica economica: lo Stato (il Tesoro)-pubblico, la Banca Centrale(BC)-privata e le banche commerciali-private. Inoltre, tutto il sistema raffigurato dalla MMT si basa sulla FIAT MONEY, ossia moneta a corso forzoso che altro non è che un credito d’imposta non supportato da alcun bene tangibile. La Fiat Money nasce nel 1971 quando il presidente americano Nixon decise che il dollaro, prima ancorato all’oro (gold standard), dovesse abbandonare la convertibilità. Da allora chi emette moneta può stampare tutta la moneta che vuole senza correrarla ad un bene tangibile, come poteva essere un tempo l’oro o l’argento.

Warren Mosler, uno dei grandi sostenitori della MMT, afferma:

“Lo scopo di questo lavoro è di dimostrare in modo chiaro, attraverso la pura forza della logica, che gran parte del dibattito pubblico di oggi su molte delle questioni economiche non è valido, spesso arrivando addirittura a confondere i costi con i benefici. Questo non è un lavoro su come dovrebbe funzionare il sistema finanziario. Si tratta di un tentativo di fornire una conoscenza precisa del sistema fiat money, sistema molto efficace attualmente in vigore.”

In sostanza la MMT afferma che non bisogna avere paura di generare deficit di bilancio (uscite > entrate) e, anzi, creare deficit è una cosa buona, perchè significa che la spesa pubblica (uscite) è maggiore delle tasse (entrate), e così facendo aumenta il risparmio dei privati e allo stesso tempo aumentano i consumi, e l’economia gira bene.

G – T = S – I

(G=spesa pubblica; T=tasse; S=risparmio; I=investimento)
Dove se G > T si avrà un deficit di bilancio.

Inoltre secondo la M.M.T. le tasse non servono a finanziare il governo (che con la fiat money può usare tutta la moneta che vuole), bensì sono solo uno strumento politico per regolare inflazione e disoccupazione. Precisazione importante. La M.M.T. precisa che le banche sono obbligate per legge a detenere presso la Banca Centrale (Federal Reserve o BCE) delle riserve obbligatorie in percentuale dei depositi. Con l’obbligo di riserva la BC non può influenzare l’offerta di moneta, ma solo il tasso di interesse interbancario (ossia il costo del denaro). Le riserve necessarie vengono sempre contabilizzate in un periodo successivo (sfasamento di 2 giorni), quindi la BC sostiene le banche commerciali fornendo loro tutte la moneta necessaria. Fino a quando la BC ha il mandato di mantenere un certo Tasso Ufficiale di Sconto (ossia il tasso di interesse con cui la Banca centrale concede prestiti alle altre banche), la dimensione dei suoi acquisti e vendite di debito pubblico non è discrezionale.

QUALI SONO GLI ERRORI IN CUI INCORRE M.M.T.?

A) Avendo una politica monetaria soggiogata all’obbligo legale della riserva frazionaria, non risulta vero che lo Stato possa generare una spesa pubblica infinita, perchè per farlo avrebbe bisogno di chi compra Titoli di Stato. Secondo il modello MMT la BC sarebbe pronta ad emettere fiat money, concederla alla banche commerciali le quali acquisterebbero Titoli di Stato. Tutto ciò potrebbe non verificarsi, visto che gli investitori privati potrebbero decidere di non acquistare quei Titoli e magari dirigersi verso altri mercati che hanno una diversa regolamentazione o che risultino più convenienti (o diversificare es.: comprando oro) e, magari, con rendimenti più alti. Del resto è la stessa M.M.T. ad affermare che l’aumento di spesa pubblica che genera un surplus di riserve, che genera un abbassamento del tasso di interesse, è valido solo nel breve periodo, mentre nel lungo periodo i Titoli possono non essere desiderati ed acquistati sul mercato.

B) Il concetto di deficit di bilancio all’infinito non è ammissibile in un contesto in cui, ad esempio nella normativa europea, si prevede addirittura il “pareggio di bilancio” da inserire nelle Costituzioni dei singoli Stati.

C) Dire che serve il deficit (G > T) per aumentare il risparmio privato e favorire i consumi è sbagliato, perchè per aumentare il risparmio non è necessario generare deficit; il risparmio può aumentare magari perchè la gente riduce i consumi e risparmia di più (a causa di tassi di interesse e alla loro aspettativa di oneri fiscali più elevati in futuro), ma può anche accadere che vadano giù gli investimenti del settore privato.

CONCLUSIONI

La M.M.T. è una teoria post-keynesiana e senza dubbio migliore di tante altre soluzioni economiche liberiste che non hanno nè capo nè coda e porterebbe senza dubbio anche ad alcuni vantaggi nel breve periodo, ma ritengo sbagliato lasciare la spesa pubblica, essenziale per lo sviluppo della collettività, ancorata alle riserve obbligatorie. Lasciare, quindi, la politica monetaria vincolante, nel suo funzionamento, all’operato di banche centrali private e di banche commerciali private non porterebbe ad alcun grande beneficio. Solo trasferendo la sovranità monetaria interamente nelle mani dello Stato si potrà garantire a questo ultimo di finanziare la spesa pubblica senza vincoli da parte di organismi privati…”

  1. La proposta del Reddito di Cittadinanza o quella del Reddito di Comunità al di fuori di una effettiva Sovranità Monetaria. Se non si verificano i primi quattro punti delle nostre Proposte (vedi sopra) in merito all’attuazione di una reale Sovranità Monetaria, è impossibile e scorretto proporre un Reddito di Cittadinanza o un Reddito di Comunità. Questo Strumento è possibile solo in presenza di una vera Proprietà Popolare della Moneta.

  1. Il Ritorno alla Lira è ingenuamente (e stupidamente) visto come un Eldorado dell’emissione monetaria, quando invece si era già da secoli in regime di Signoraggio bancario, con la Banca d’Italia nel ruolo che oggi è ricoperto dalla BCE. E’ vero; non c’era il Trattato di Maastricht, non c’era il MES, non c’era il Fiscal Compact, non c’era il Patto di stabilità e – quanto meno – il Ministero del Tesoro poteva “concordare” con la Banca Centrale il Tasso di Sconto. Ma quella Lira era già fonte di Debito Pubblico risultante dalla Truffa monetaria orchestrata dalla Banca d’Italia. Non esiste nessun Eldorado, malgrado le nostalgie di alcuni, negli oltre centocinquant’anni di Storia italiana. L’Euro ha decisamente peggiorato la situazione, e le nostalgie si alimentano su questo dato – questo è sicuro – ma non è guardando indietro che si trova una soluzione già sperimentata. La soluzione sta davanti a noi, ed è quella di uno Stato o Federazione di Stati che battono moneta, si chiami poi essa lira, euro o sarchiapone è del tutto irrilevante.

 

  1. La separazione tra Banche d’Investimento e Banche di Deposito o Risparmio è un’altra proposta minimale, fuorviante e insufficiente a risolvere il problema del Debito Privato e del Signoraggio Secondario. La soluzione al Problema non sta nel diversificare gli Istituti di Credito privati quali sono le attuali Banche Commerciali in banche d’affari e in quelle di deposito, sullo schema del Glass-Steagall Act, riproposto dai NoBigBanks. La soluzione sta invece nel nazionalizzarle a costo zero e toglierle dalle grinfie usuraie di banchieri privati, rivedendo e correggendo alla radice il Problema del Credito in Senso comunitario e cooperativo.

 

  1. La ristrutturazione del Debito Pubblico, ovvero come volere derubricare uno stupro al rango di coito piacevolmente coatto, come se questo cancro sociale fosse riformabile, umanizzabile, gestibile politicamente o riconducibile nell’alveo di una dimensione comunitaria civile. Il Debito Pubblico, invece, non va né ristrutturato né ridefinito alla luce di qualsivoglia normalità. Esso va semplicemente cancellato e impedito ad ogni futura possibilità. E l’unico modo per impedire la rinascita di un Debito Pubblico è far sì che lo Stato batta Moneta e interrompa la pratica assurda dell’emissione dei Titoli di Stato.

In conclusione riteniamo che né la Moneta complementare, né il fraintendimento sull’esperienza del Simec, né la Banca di Garanzia, né la finanza etica, né il microcredito, né la nazionalizzazione delle banche centrali, né il fraintendimento sul Tasso Negativo, né l’introduzione della M.M.T., né la proposta di un Reddito di Cittadinanza al di fuori dell’unica e vera Sovranità Monetaria pensabile e realizzabile, né il “Ritorno alla Lira”, né la separazione tra Banche di Deposito e Banche d’Affari, né qualsivoglia ristrutturazioni del Debito Pubblico, siano valide proposte in vista del superamento dell’attuale regime monetarista. Anzi, malgrado le buone intenzioni e la buona dose di provocazione di un dibattito intorno all’attuale Sistema economico, monetario e finanziario, esse paradossalmente ne rafforzano le logiche e i meccanismi in sede teorica criticati.


FINANZA

di Simone Boscali

La finanza rappresenta il necessario puntello per l’economia di Sistema al fine di reggersi in piedi.

Necessario, beninteso, dal punto di vista delle oligarchie al potere, non certo per chi volesse al contrario rivoluzionare il sistema capitalista e combattere il Nuovo Ordine Mondiale.

Se, come abbiamo detto, l’economia ufficiale è diventata una disciplina fine a se stessa del tutto incapace di mettersi al servizio delle reali necessità produttive dell’uomo e delle nazioni, questo è avvenuto anche grazie al graduale passaggio di testimone, per quanto concerne l’importanza, dal capitalismo produttivo a quello finanziario.

Una distinzione quest’ultima che non sottintende alcun giudizio di valore – in quanto qualsiasi sfaccettatura del capitalismo è e non può che essere negativa – ma che vuole invece evidenziare l’evoluzione tecnica del potere del capitale.

Concediamo per assurdo che le antiche borse valori avessero in realtà una finalità diversa (se non altro nelle intenzioni dichiarate). Raccogliendo denaro da investitori privati che sottoscrivevano le azioni di una determinata azienda, lo scopo era quello di procacciare fondi per quest’ultima senza il ricorso ai finanziamenti bancari per poi ridistribuire gli utili tra gli azionisti.

Col passare dei decenni la finanza ha invece fornito all’economia gli strumenti necessari a traslare dal mondo produttivo a quello “virtuale” le ricchezze accantonate e ivi ingenuamente reinvestite nel tentativo di conseguire, secondo la logica capitalista del tanto e facile, i massimi guadagni in breve tempo e senza alcuno sforzo produttivo concreto.

Il denaro doveva generare altro denaro e doveva farlo in tempi brevi.

Questo avviene nel mondo della finanza spostando rapidamente i capitali da un capo all’altro del globo grazie alla tecnologia informatica ma anche e soprattutto moltiplicando i denari in modo artificioso mediante meccanismi difficili da spiegare come la leva finanziaria.

Non è un caso in questo senso che, specialmente negli Stati Uniti, negli ultimi anni sia aumentato il numero di matematici e ingegneri assunti a lavorare nel campo della finanza al fine di sfruttarne le capacità “razionali” e “scientifiche” per sfornare sempre nuovi artifici monetari.

I soldi reali (“reali”, si intende, al netto della truffa originaria del signoraggio…) hanno finito per non avere più un corrispettivo nell’economia concreta in termini di beni e servizi e il loro valore presunto ha finito per basarsi esclusivamente sul loro continuo reinvestimento su altri soldi in una spirale senza fine.

L’insostenibilità di questo o quel gioco finanziario, come gli strumenti derivati o i mutui subprime, ne porta infine all’esplosione della cosidetta “bolla” e al drammatico coinvolgimento di chi vi aveva scommesso facendo sparire nel nulla e in modo del tutto irrazionale e non scientifico i soldi investiti.

Se nel campo dell’economia o delle politiche di creazione monetaria è possibile concepire una rivoluzione per generare una nuova economia o una nuova politica monetaria, nel caso della finanza non si può di contro concepire una nuova finanza.

Il processo rivoluzionario in questo settore implica necessariamente la cancellazione, l’eliminazione totale di questa branca del capitalismo e di tutti i suoi artifici, a suo tempo concepiti all’unico scopo di creare una truffa strategica legalizzata.


ARTICOLI SECONDARI

Di seguito alcuni articoli inerenti a moneta e finanza: