DISASTRO FERROVIARIO? NO DISASTRO ITALIANO.

DISASTRO FERROVIARIO? NO DISASTRO ITALIANO.

di Paolo Rada Jafar

Quanto è avvenuto qualche settimana fa in Puglia, ovvero l’incidente ferroviario sulla linea Corato Andria è una sorta di esemplificazione paradigmatica, un valido esempio, dello sfacelo morale, strutturale, lavorativo, antropologico in cui versa la nostra penisola ed in particolare determinate regioni.
Al di là del dolore meccanicamente divenuto spettacolo in ogni tragedia da esibire, magari sotto lauto compenso, in televisione attraverso piagnistei o strepiti vari (è ormai una costante di qualsiasi tragedia), quello che subito è avvenuto è stato uno scaricabarile di responsabilità tra tutti i vari protagonisti della vicenda.
Il primo responsabile della colpa di quanto avvenuto è stato individuato nel fatto che vi era un unico binario e che per intoppi burocratici non era stato ancora modernizzato, nonostante l’Europa (una sorta di entità metafisica che diviene oggetto reale…) avesse stanziato dei fondi onde raddoppiare la tratta.
Certo, sicuramente, se la tratta fosse stata a doppio binario non vi sarebbe stato nessun incidente: questo penso sia lapalissiano, come altrettanto lapalissiano è il fatto che appena si vuole modernizzare una ferrovia, una strada, una qualsiasi infrastruttura come avvoltoi, o come api sul miele abbiamo due soggetti che si gettano a capofitto ad intralciare le suddette modernizzazioni: da un lato i vari gruppi ambientalisti e dall’altro tutti quei soggetti politici che volendo lucrare sui fondi stanziati ritardano, litigando fra loro, sull’assegnamento degli appalti o sulle mazzette da spartirsi, l’inizio dei lavori stessi.
In ogni caso se presumiamo come valida l’affermazione che il disastro è da imputare al binario unico ciò vorrebbe dire che tutti i treni che funzionano a binario unico sono passibili di incidenti o addirittura che è normale, essendoci un binario unico, che vi siano incidenti o disastri. La maggior parte delle tratte ferroviarie sono a binario unico e non mi sembra che gli incidenti siano all’ordine del giorno…
Dunque vi è qualcosa che non torna in questo ragionamento…
Di chi era la direzione della suddetta tratta ferroviaria? Quale ente amministrava e gestiva quel binario?Se poniamo questa domanda forse incominciamo a capire meglio il perché sia successo l’incidente…La regione Puglia aveva appaltato la gestione della suddetta tratta ad una società ad hoc semipubblica la quale, probabilmente, non brilla e non brillava per la manutenzione della linea, per la formazione dei propri dipendenti e che per guadagnare sempre più riduceva dunque tutte quelle spese di formazione o di manutenzione delle infrastrutture che servono PREVENTIVAMENTE a impedire che si verificano le tragedie o gli incidenti…
Questa considerazione fa emergere il lato del declino morale delle classi dirigenti italiote le quali hanno inteso le privatizzazioni come l’assegnazione di appalti pubblici in un caso o la direzione di determinate infrastrutture pubbliche quale torta da spartirsi fra amici degli amici…Si privatizza l’acqua? A chi andrà l’appalto della gestione dell’acquedotto? Alla società creata ad hoc composta, magari (le nostre sono solo supposizioni senza nessun fondamento reale…) dal cugino del politico di turno, con l’affarista legato a determinate associazioni criminali…Si privatizzano le tratte ferroviarie? A chi andrà l’appalto della gestione? La risposta la lascio a voi cari lettori…
Sempre rimanendo in tema di decadenza morale meritano una citazione i due capistazione i quali non si sono presentati al primo interrogatorio con i magistrati adducendo la motivazione,suffragata da certificato medico,della depressione…Naturalmente nessuno sa nulla dell’alterazione compiuta a penna sul registro di partenza del treno da Andria…
E’ la solita Italia furba, cinica, cattiva, affaristica, vile, corrotta sempre pronta a scappare dalle proprie responsabilità…E’ la solita Italia: l’Italia del “tutti a casa”, l’Italia del “coraggio scappiamo”, in una parola l’Italia dell’otto settembre…

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