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O CON NOI… O CONTRO DI NOI

di Ciocca Andrea

Nell’apocalisse dell’informazione, che questo particolare momento porta ad esserne investiti, è difficile scorgere con assoluta certezza gli obbiettivi finali delle élite globali.

Si può però intravedere il solco tracciato dai loro camerieri democratici che, in ogni Stato del cosiddetto mondo occidentale, ne portano avanti l’agenda.

Tracciabilità, vaccinazioni di massa, sperimentazione sociale, 5G, privazioni delle più basilari libertà personali, impoverimento planetario, bavaglio all’informazione alternativa, sembra che il Nuovo Ordine Mondiale abbia deciso di dare un’accelerata decisiva per affermare il suo dominio.

Chi ancora crede che tutto ciò sia frutto della fantasia di complottisti, è un ingenuo col quale non vogliamo più perdere tempo. E’ inutile cercare di veicolare messaggi a coloro i quali hanno un bassissimo livello di coscienza e consapevolezza. E’ tempo perso, e il tempo ora stringe. Non ne abbiamo più. Sono passati quasi ottant’anni – ove i vari governi democratici di destra e di sinistra si sono alternati riempiendovi la testa dei medesimi falsi problemi – per poter accrescere coscienza e consapevolezza. Abbiamo ripetuto in mille lingue chi erano i dominanti e i dominati, i carnefici e le vittime. Non ci avete ascoltato. Ingabbiati nel vortice del capitalismo, del mondo dell’avere, avete perpetrato la vostra vita nella routine asfissiante senza mai porvi socraticamente delle domande che vi avrebbero portato, per lo meno, nel campo del dubbio.

Non rimpiangiamo il mondo che gli zerbini del regime ci dicono che non ci sarà più. L’abbiamo sempre criticato e non saremo noi ad idolatrarlo adesso. In fondo di quale normalità parlano? La civiltà moderna non ci appartiene e non è mai stata nostra fonte di attrazione. E come potremmo esserne attratti dal momento in cui essa è l’artefice della corruzione, se non della distruzione, dei valori della Tradizione che altro non sono che i valori naturali dell’essere. Onore, coraggio, rispetto, fedeltà, socialità… valori dissoluti, per far spazio alla società del darwinismo sociale, dove il più forte vince e il più debole soccombe. Di quale libertà parlano? Della libertà di possedere il futile? Di poter dire e fare ciò che si vuole senza il minimo rispetto dell’altro? Sbandierano ai quattro venti la parola “libertà”, ma sempre ben attenti a far emergere il suo vero significato: l’essere padrone del proprio destino di uomini e di popolo.

Come detto non rimpiangiamo le barriere del Capitale, ma rivendichiamo le basilari libertà dell’uomo. Rifiutiamo quindi l’immobilismo affibbiatoci dal regime democratico, incarcerandoci in un surrogato di arresti domiciliari. Se al popolo gli è precluso di essere padrone del proprio destino già dalla fine del secondo conflitto mondiale, lo sia per la nostra cameratesca Comunità, che da sempre ha fatto a spallate nelle strette maglie del capitalismo. Che cosa significa essere padrone del proprio destino? Significa che vogliamo essere liberi di decidere il nostro futuro rigettando le dinamiche imposte dal Nuovo Ordine Mondiale, ove la vita è controllata e digitalizzata in ogni suo respiro; essere liberi di decidere, in caso di malattia, la terapia idonea alla nostra persona senza seguire protocolli preconfezionati; essere liberi di pensare ed agire in modo alternativo senza per forza seguire, come la massa umanoide che ci circonda, l’informazione di regime; infine vogliamo essere liberi di decidere quando e come morire…e se la morte ci dovesse venire a prendere la vogliamo guardare, senza paura, dritta negli occhi. “Esse est causa sui” l’essere è causa di se stesso, noi lo sappiamo bene e lo rivendichiamo a gran voce.

IRI Una storia italiana

Nino Galloni racconta ascesi e caduta del tessuto industriale italiano attraverso la storia dl suo più grande ente della repubblica, l’IRI.

Antonino Galloni (Roma 17/03/1953) si laurea in Giurisprudenza a Roma nel 1975. Dal 1977 al 1980 è stato addetto alle esercitazioni presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma, dove ha tenuto un corso di lezioni sul New Deal che è stato poi pubblicato nel 1978 da Bulzoni Editore.

Nel 1978 è stato ricercatore presso l’Università di Berkeley. A Berkeley ha svolto una ricerca sotto la guida del professor Richard Webster, che è stata pubblicata con contributo CNR e riportata nel libro “Momenti del Capitalismo Nordamericano 1881-1885 “, Giuffrè Editore. Dal 1979 è funzionario di ruolo del Ministero del Bilancio e della Programmazione Economica, dove si interessa delle strategie industriali all’interno delle politiche macroeconomiche ed alla formazione del risparmio.

È stato collaboratore dell’economista post-keynesiano Federico Caffè dal 1981 e il 1987 (anno della sua scomparsa), nella facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Roma. Federico Caffè ha presentato il libro di Galloni: “Crisi e adattamento; per una politica economica alternativa”. Frutto della collaborazione tra Galloni e Caffè sono state due pubblicazioni sul mutamento tecnologico e le politiche monetarie ed alcuni articoli che rendono conto di ricerche dei due autori intorno al collegamento tra le manovre macroeconomiche e le strategie industriali nella prospettiva di una crescita delle compatibilità interne al sistema capitalistico.

Nel 1983 ha vinto il premio di meridionalistica intitolato a Guido Dorso Dal 1987 al 1999 è stato professore a contratto alla Luiss di Roma, all’Università degli Studi di Roma, all’Università Cattolica del Sacro Cuore, all’Università di Modena, e all’Università di Napoli.

Alle elezioni politiche del 1992 si candida alla Camera dei deputati con la Democrazia Cristiana ma la prematura scomparsa del suo alleato politico Carlo Donat Cattin non gli consente di essere eletto.

Galloni è stato inoltre Direttore generale, al Ministero del Lavoro (dal 1990 al 2002) alla Cooperazione, dell’Osservatorio sul Mercato del Lavoro, Politiche per l’Occupazione Giovanile e Cassa Integrazione Straordinaria nelle grandi imprese. Ha ricoperto anche l’incarico di sindaco all’INPDAP, all’INPS, all’INAIL dal 2002 al 2018 in rappresentanza del Ministero del lavoro e all’OCSE.

È Presidente del Centro Studi Monetari, un’associazione per lo studio dei mercati finanziari e delle forme di moneta emettibili senza creare debito pubblico. Ha inoltre scritto diversi saggi di argomento economico ed è un conferenziere molto attivo.

VOX ITALIA

Relazione del presidente di CAPOSALDO a Roma – sabato 14 settembre – alla Costituente del Partito VOX ITALIA

Mi chiamo Paolo Emilio Bogni e sono presidente di CAPOSALDO Bergamo.
CAPOSALDO Bergamo porta i saluti a tutti i convenuti di questa Assemblea, ringrazia gli organizzatori di INTERESSE NAZIONALE per averci invitato e saluta personalmente Diego Fusaro, per dieci volte nostro ospite a Bergamo in questi sette anni.
CAPOSALDO valuta con molta attenzione i risultati e i contenuti dei lavori dell’assise odierna e indica con forza i propri punti con i quali potrebbe contribuire ad aiutare un MOVIMENTO POLITICO che sensatamente voglia dar vita alla Rinascita del nostro Popolo e dello Stato Italiano all’oggi massacrati dall’Epoca capitalista e dalla legge dei suoi mercati, siano essi quello produttivo che – soprattutto – quello finanziario.
VOX ITALIA – se veramente vuole incidere nella Storia e nella Rinascita del nostro Popolo – deve da subito indicare esplicitamente almeno tre principali OBIETTIVI STRATEGICI di fondo della sua Azione politica:

1) Perseguire il COMUNITARISMO in Politica, attraverso il raggiungimento delle 7 Sovranità e della vera Democrazia realizzata.
2) Adottare l’ANTICAPITALISMO e perseguire il SOCIALISMO COOPERATIVO in Economia, attraverso un graduale percorso di transizione tattica che preveda una fase iniziale di de-globalizzazione del capitale, un ritorno al capitalismo intermedio nazionale e – infine – alla fuoriuscita da esso per giungere alla nuova Economia Comunitaria.
3) Lavorare per l’EURASIATISMO in Geopolitica, ove sussunto a essa vi sta la fondamentale riappropriazione di una vera sovranità militare all’oggi negata dalla presenza sul suolo italiano di 117 basi militari a guida statunitense. Sovranità da raggiungere in un processo per il quale la vecchia Europa si alleerà – alla pari – con il mondo asiatico e nordafricano.

Andiamo ora nel dettaglio degli ambiti più specifici di questi tre grandi obiettivi strategici.

a) Il primo obiettivo, quello inerente alla POLITICA, da intendersi come la Scienza operativa del BENE COMUNE, prevede la Rinascita della Comunità italiana attraverso la vera realizzazione della Democrazia partecipata da parte del Popolo. E’ necessario l’immediato ripristino del primato della politica sull’economia. Il Popolo realizza la Democrazia – esercitando il suo volere e potere – attraverso il proprio massimo livello istituzionale, vale a dire lo Stato. Lo Stato – per essere garante della realizzazione della Democrazia partecipata – deve avocare a sé 7 SOVRANITA’ totalmente e vergognosamente perdute. All’oggi – questo Stato italiano servo del grande capitale e dell’alta finanza – non ne ha nemmeno una. Queste 7 Sovranità sono indissociabili l’una dall’altra. Uno Stato – cioè – per essere veramente SOVRANO, o le ha TUTTE e 7, oppure NON E’ SOVRANO. Esse sono le seguenti:


a1) SOVRANITA’ POLITICA in senso stretto. Oggi siamo una Colonia degli Stati Uniti d’America e sopravviviamo all’interno del “protettorato” del Trattato di Maastricht e dalla dipendenza usuraia della BCE. Dobbiamo sottrarci dalle influenze dei primi e svincolarci dai secondi.


a2) SOVRANITA’ GEOPOLITICA (a cui è sussunta la Sovranità militare). Nell’attuale mancanza di questa Sovranità si coniugano la vergognosa sottomissione militare alle basi straniere americane e a quelle Nato e l’intromissione dell’imperialismo americano e delle potenze capitaliste globali in merito al coatto flusso migratorio di africani e asiatici sul nostro territorio nazionale e continentale, al fine di creare un meticciato che abbia il doppio scopo di annullare le identità culturali delle Comunità europee e per aumentare l’esercito industriale di riserva al servizio del sistema capitalista produttivo.


a3) SOVRANITA’ ECONOMICA Le leggi di sviluppo del capitalismo produttivo rendono i nostri popoli e le nostre comunità sempre più soggette a precarietà esistenziali, lavorative e sociali. Il popolo è sempre più in sofferenza, stante l’aumento dei suicidi, fallimenti, licenziamenti, disoccupazione e impoverimento progressivo. La fascia della sofferenza popolare comprende i lavoratori salariati e dipendenti, i piccoli e medi imprenditori (che nel breve periodo tattico-transitorio vanno aiutati), i commercianti, i liberi professionisti, i disoccupati, gli emarginati gravi e i disabili. Il sistema del capitalismo globale, inoltre, astutamente crea artificiali guerre tra questi gruppi di poveri al fine di tenerli divisi. Bisogna tendere a un’Economia sociale e comunitaria. La nuova figura antropologica e sociale sarà quella dell’IMPRENDITORE SOCIALE E COMUNITARIO, espressione della collegialità dei mezzi di produzione. Dunque, bisognerà tendere – in prospettiva – all’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione. Senza se e senza ma, siappure con una gradualità transitoria e tattica. Lo Stato, riappropriandosi di alcuni settori chiave dell’economia e rafforzando lo Stato sociale, sarebbe garante di questa transizione dal capitalismo alla nuova Economia Comunitaria. Il Capitale non ama le Patrie e le sta distruggendo. E chi ama le Patrie non può amare il Capitale. La proprietà privata dei mezzi di produzione – in concerto con l’altrettanto deleteria proprietà privata dell’emissione e del prestito della moneta a corso forzoso (Euro qui da noi, ma anche il Dollaro per i poveri cittadini americani) per chi non l’avesse ancora capito, è (sono) il motorino di avviamento dei processi di sviluppo disumani e vergognosi del Capitale. Quindi chi ama la Patria – e non vuole cadere in contraddizione – deve essere ipso facto ANTICAPITALISTA!! Anticapitalista finanziario e anticapitalista produttivo! Altrimenti è qualcos’altro, ma non un Antagonista a questo sistema di cose, anche se continua a dire “Amo la Patria..”, sia essa l’Italia o la Padania.


a4) SOVRANITA’ MONETARIA Le leggi di sviluppo del capitalismo finanziario (più potente dello stesso capitalismo produttivo. Non abbiamo tempo, però, in questa sede per analizzare i motivi tecnici per i quali il banchiere è nettamente più potente dell’imprenditore capitalista produttivo) creano monete-debito, strumenti finanziari e titoli borsistici che parassitano il già colpevole capitalismo produttivo (gli ambiti finanziario e produttivo sono aspetti però complementari e inscindibili dell’UNICO fenomeno capitalista). Bisogna tendere all’abolizione di qualsivoglia strumento finanziario e titolo borsistico e costituire una moneta realmente ed effettivamente sovrana (emessa e prestata solo ed esclusivamente dallo Stato), con l’abolizione delle banche centrali – e creazione immediata di un Ministero della Moneta popolare sovrana – e la nazionalizzazione a costo zero di banche commerciali. Una volta nazionalizzate, esse sarebbero filiali territoriali anch’esse dipendenti dal ministero della moneta popolare sovrana. Ripeto per chi non l’avesse capito: l’abolizione delle banche centrali (primo provvedimento) e la nazionalizzazione a costo zero di banche commerciali (secondo provvedimento), oltre che l’immediata creazione ex novo di un Ministero della Moneta popolare sovrana. Per giungere ad una EFFETTIVA e REALE Sovranità Monetaria, una Comunità nazionale (o una Federazione di Comunità nazionali) deve procedere sia all’emissione diretta della MONETA (senza controvalori aurei e senza controvalori in Titoli di Stato), sia al prestito della MONETA a corso forzoso, in regime di TOTALE e ASSOLUTO MONOPOLIO!! E sia chiaro da subito che uno Stato a moneta sovrana non emette Titoli di Stato ma emette solo e soltanto moneta! E altrettanto chiaro deve essere che è assurdo proporre flat-tax, reddito di cittadinanza o reddito di maternità se la moneta che li finanzia è l’Euro prestata dagli usurai della BCE. E’ lo Stato che deve gestire la MONETA per conto del POPOLO, non soggetti parassiti privati, vale a dire l’intero sistema bancario globale attuale. Tutto questo va legato, inoltre, alla messa fuorilegge delle Borse valori, anche se – su questo punto – dovremo coalizzare i nostri sforzi con altre forze politiche di altre Nazioni. Totalmente inutili sono le false – FALSISSIME – proposte di sovranità monetarie quali la MMT o il famigerato ritorno alla Lira. Antonio Maria Rinaldi, Claudio Borghi Aquilini, Alberto Bagnai e l’extraparlamentare Paolo Barnard hanno miseramente fallito la loro missione in quanto le loro proposte in materia di sovranità monetaria erano già deboli e fuorvianti nel loro contenuto teorico, e la debolezza – foriera di impotenza politica – consiste nella sopravvivenza – nelle elaborazioni di questi quattro personaggi – dei Titoli di Stato come base materiale di un debito pubblico da mantenere “virtuosamente” in vita.


a5) SOVRANITA’ ALIMENTARE. L’Italia deve riappropriarsi della propria alimentazione tradizionale (ricchissima e variegata) e mettere capo a un programma di maggior autosufficienza possibile in termini di approvvigionamento alimentare (e a tal scopo deve uscire dai Trattati WTO e CETA,..) e – soprattutto – eliminare ogni coltivazione OGM e acquisto dall’estero di queste porcherie. L’Italia deve rivitalizzare la cucina mediterranea, le vecchie trattorie, rinforzare aree di agriturismo e far rinascere i centri storici di paesi e città con luoghi accoglienti di sana e genuina ristorazione. Contemporaneamente, deve progressivamente abolire la presenza sul suolo italiano delle varie catene alimentari globaliste da “fast food” (Mc Donald’s, Burghy,..) che sono un cancro metabolico e un attacco anche alla nostra identità culturale.


a6) SOVRANITA’ SANITARIA. La Politica ha l’obbligo di vigilare sulla Salute e il Benessere (spirituale, psichico e fisico) di ogni persona e della Comunità. Oggi – nell’Epoca del capitalismo assoluto – ogni persona è obbligata a vivere a lungo (che in sé è elemento astrattamente positivo..) ma – all’interno di questa vita mediamente allungata – questa persona deve essere il più possibile malata cronica, vivendo in uno stato perenne di FARMACODIPENDENZA obbligatoria. All’interno della Farmacodipendenza vi è anche quell’odiosa istanza dell’obbligatorietà di vaccinazione di massa in età infantile da rigettare, così come da contrastare sono i fenomeni interni sia alla Geoingegneria che all’Ingegneria genetica, veri e propri attacchi alla nostra umanità, nei suoi aspetti di Coscienza, Fisico e Psiche. Non vanno dimenticate, inoltre, tutte le catastrofi ambientali ed ecologiche provocate in questi secoli dal sistema capitalista globale.


a7) SOVRANITA’ EDUCATIVA. Il discorso Educazione è lungo e tortuoso. L’Educazione è il fondamento per la rinascita spirituale, culturale, comunitaria e politica. L’Educazione è la via obbligatoria per realizzare integralmente l’Essere potenziale (e meraviglioso) della Natura umana. Il livello storico-mondano dell’Essere è l’Essere politico e comunitario (l’Essere sociale) che si sviluppa in diversi momenti ed è intorno ad essi che si costituisce una Polis comunitaria che possa umanamente e veramente realizzare le Sette Sovranità.


– A latere del discorso sulle 7 Sovranità da raggiungere, occorre aprire qui – da subito – il discorso sull’attuale fenomeno (voluto dal sistema capitalista) denominato sovranismo. Questo fenomeno – ideologicamente imposto per neutralizzare le vere istanze di sovranità – in realtà maschera le attività politiche del globalismo (o mondialismo) di destra. Perché in effetti ai vari Matteo Salvini, Viktor Orban, Donald Trump, Marine Le Pen e Giorgia Meloni delle 7 sovranità sopracitate non interessa nulla, MA PROPRIO NULLA, essendo loro – questi simpatici personaggi – oggettivamente amici e servi del sistema capitalista, camerieri ubbidienti dell’imperialista americano che occupa militarmente l’Europa, servi scodinzolanti del sionismo giudaico dello stato che ha distrutto la Palestina e – infine – ipocriti contestatori iniziali dell’euro a cui però si sono prostrati in ginocchio appena giunti nella stanze dei maggiordomi.


VOX ITALIA deve stare ben lontano dai globalisti (mondialisti) di destra (oltre – beninteso – che dai globalisti di sinistra.. e sull’indecenza di personaggi come Emma Bonino, Sergio Mattarella, Nicola Zingaretti e Laura Boldini nemmeno perdiamo il nostro tempo discorsivo..) e deve contrastare il Gianroberto Casaleggio dei sovranisti, vale a dire il signor Steve Bannon. VOX ITALIA non è e non deve essere la versione dell’ala destra del partito repubblicano statunitense.

b) Il secondo obiettivo, quello inerente l’ECONOMIA, prevede strategicamente l’abolizione delle tre proprietà private che generano i tre crimini del sistema capitalista, vale a dire il parassitismo, lo sfruttamento e l’alienazione. Le tre proprietà private da abolire – nella prospettiva strategica – sono (1) la proprietà privata dei mezzi di produzione, (2) la proprietà privata dell’emissione e prestito della moneta a corso forzoso allo Stato – e qui ricordiamo la truffa monetaria del debito pubblico -, (3) la proprietà privata dell’emissione e prestito della moneta a corso forzoso al Popolo (famiglie, associazioni, singole persone, piccola e media impresa) – e qui ricordiamo la truffa monetaria del debito privato -.

– Per fuoriuscire dal sistema capitalista globale, occorre – però – gradualità e occorrono provvedimenti intermedi, transitori e tattici:
il primo consiste nel de-globalizzare il capitale.
Lo Stato deve progressivamente emanciparsi dagli attuali trattati internazionali del libero commercio e da quelli che regolano l’attuale politica monetaria. Questa emancipazione comporta fuoriuscite parziali e a tappe. Devono essere – però – iniziate e messe in agenda da subito.
Il secondo consiste nel Transitorio ritorno a un capitalismo nazionale (e SOLO qui è utile Maynard Keynes..). E’ necessaria una rapida Nazionalizzazione – da parte dello Stato – di quei comparti e ambiti (dell’attuale sistema capitalista) che rappresentano i momenti strategici della Vita di una Nazione e delle sue Comunità (energia, trasporti, infrastrutture, previdenza, assistenza, difesa,..). In più, bisogna:
Rivitalizzare comunitariamente il tessuto della piccola e media impresa, attraverso sgravi fiscali; avere maggiore dialogo con i corpi intermedi delle libere professioni, del piccolo commercio e della rete degli esercenti (negozi e attività minute), convergendo la produzione e consumo verso una sobria, essenziale e creativa economia di sussistenza il più possibile autocentrata, con spostamento delle merci e servizi prossimi al KM zero.
Rinforzare lo Stato sociale favorendo il reddito da lavoro, diritti del lavoro, famiglie e persone bisognose.
Inoltre, nella transizione e nella modalità tattica, occorre incentivare e promuovere i seguenti ambiti:
la Cooperazione sociale quale primo tentativo di condivisione sociale dei mezzi di produzione e il recupero della centralità della persona e della comunità; monete complementari e/o alternative locali; l’Economia di Baratto; le banche del tempo; l’agricoltura biologica; l’artigianato locale; un’alimentazione sana con prodotti locali controllati in ogni passaggio della filiera; occorre promuovere una visione olistica della persona e della comunità conciliando un’alimentazione sana con la ricerca del benessere e della salute genuina; promuovere medicine tradizionali e alternative (aromaterapia, naturopatia, micoterapia, fitoterapia, omeopatia, etcc.) che focalizzano l’attenzione sulla causa della malattia o del malessere psichico o fisico e non solo sul sintomo, preoccupandosi della totalità della persona e non solo del singolo malessere o della singola malattia; introdurre e promuovere – anche a livello scolastico – forme di insegnamento che olisticamente educhino all’equilibrio armonico tra corpo e spirito (yoga, tantra, meditazione,..) integrandole con le già presenti religioni tradizionali, mantenendo sempre la centralità dello Stato come sintesi dei valori di una Comunità. Equilibrio – questo – distrutto da secoli di capitalismo assassino e rapace.

c) Il terzo obiettivo, quello inerente la GEOPOLITICA, consiste nell’Incentivare scambi commerciali inter-euroasiatici (Europa atlantica e centrale, NordAfrica, Mediterraneo, Russia, Cina, Est Europa e Asia).
Iniziare un processo di fuoriuscita dell’Italia dalla NATO, dal Trattato di Maastricht; promuovere una politica di alleanze verso Est e una politica di buon vicinato nel Mediterraneo – e qui dovrà essere affrontato di petto il problema di Israele -, ridiscutendo la ragion d’Essere della nuova Europa de-americanizzata, in cui è da mettere necessariamente in agenda l’allontanamento delle truppe militari americane o quelle legate al patto atlantico.
Per concludere tre cose vanno aggiunte:
1) Attenzione (molta attenzione!!) che la figura di Diego Fusaro non venga fatta oggetto delle attenzioni da parte del sistema – anche in forme sottili – come lo sono state le figure – ad esempio, tra le tante – di Fausto Bertinotti, Matteo Salvini e – soprattutto – quella del comico Beppe Grillo. E’ vero che Diego ha anticorpi molto più potenti di quelli dei tre personaggi sopracitati (e se non li avesse, CAPOSALDO ora non sarebbe qui in questa Sala..). E’ nostro dovere – però – fare molta attenzione, anche nei dettagli apparentemente più insignificanti.
2) VOX ITALIA – pur nella sua radicalità rivoluzionaria – deve naturalmente essere predisposta all’inclusività e al dialogo con i mondi dell’Associazionismo culturale, sportivo, del volontariato e del tempo libero, con il mondo sindacale, dei corpi intermedi produttivi (legati alla piccola e media imprenditoria), ai gruppi sensibili all’alimentazione sana e alla salute genuina, tutti mondi finora derisi o trattati come fenomeni pittoreschi (n.b.: è certo che bisogna distinguere le porcherie filosistematiche della New Age o del neo-spiritualismo da quella che è invece una seria spiritualità, è OVVIO..) ma in realtà, selezione permettendo, questi mondi possono contribuire – se ascoltati – a formare un pensiero e un’azione veramente critici e propositivi per un cambiamento epocale che deve essere la stella polare di VOX ITALIA.
3) VOX ITALIA non può presentarsi solamente come “partito keynesiano”. Lord Maynard Keynes è utile solo e soltanto in alcuni passaggi transitori e tattici. Per gli OBIETTIVI STRATEGICI è insufficiente – ALTAMENTE INSUFFICIENTE -. VOX ITALIA non è e non deve essere la versione italiana dell’ala sinistra del partito democratico statunitense. Prima di Keynes, ci sono almeno quindici pensatori ben più importanti a cui rivolgere il nostro sguardo. Non li citiamo noi. Li citerebbe Diego Fusaro. Con il solo Keynes, non si esce dalla Caverna di Platone, non c’è fuoriuscita dal Dispositivo tecnico planetario di Heidegger, non si percorre un cammino di emancipazione dall’Alienazione di Marx né – tantomeno – si evade dalla Gabbia d’acciaio di Weber.

Vi ringrazio per l’attenzione e ci auguriamo che CAPOSALDO Bergamo possa partecipare alla nascita di questo nuovo Movimento politico.
Paolo Emilio Bogni

MANIPOLAZIONE PER POPOLI SUPERFLUI

Venerdì 14 giugno, ore 20.45 Sala conferenze di via Mascagni 85, Bergamo Ingresso Libero e gratuito

L’associazione Caposaldo presenta una serata sulla manipolazione e la sottomossione dei cittadini che vedrà relatore l’avvocato ed autore Marco Della Luna e dal tema “Manipolazione per popoli superflui – Una via d’uscita dal tunnel degli orrori”. L’incontro si terrà venerd’ 14 giugno alle 20.45 presso la sala conferenze di via Mascagni 85, Bergamo (zona Longuelo). Già noto per i suoi volumi che presentano le varie sfaccettature sul tema oltre, ad apparizioni televisive e in convegni, Della Luna presenterà i suoi lavori spiegando l’importanza della manipolazione delle coscienze in corso da parte delle élite dominanti. Alla luce della sua formazione in psicologia, sarà importante il suo contributo nel comprendere il funzionamento della mente umana, come questa venga quindi sfruttata dai dominanti e come, di contro, possiamo liberarci da questi artifici che raggiungono ogni ambito della nostra vita: moneta, economia, informazione, vaccinazioni, etc. Modera il tavolo Paolo Maffioletti di Caposaldo.

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/404113353519655/

Ingresso come sempre libero e gratuito.

Marco Della Luna, 1958, laureato in legge e in psicologia, avvocato e saggista, è autore di numerose opere in materia di critica socioeconomica. Soprattutto si è occupato di strumenti psicologici e monetari per la manipolazione e lo sfruttamento della società e dei singoli. Ha scoperto e denunciato il metodo contabile con cui le banche italiane occultano centinaia di miliardi all’anno di profitti. Euroschiavi, Neuroschiavi, Tecnoschiavi, Cimit€uro, Oligarchia per popoli superflui sono le sue opere più note, in cui descrive l’instaurazione di un governo “zootecnico” delle popolazioni. Nata come coordinamento di movimenti e associazioni legati da una comune battaglia, l’associazione Caposaldo costituisce ora un’associazione che raccoglie le esperienze e le sensibilità personali di militanti di diverse provenienze. Scopo del movimento è la lotta contro il sistema capitalista e il Nuovo Ordine Mondiale con la messa in campo in particolare di momenti di controinformazione, volantinaggi e incontri di approfondimento. La varietà originale degli associati consente di trattare il tema da diverse prospettive, dall’economia alla politica, dalla spiritualità all’ecologia.

Ufficio stampa e comunicazione www.caposaldo.org Cell. 3314298972

UNO SGUARDO SULLA NOSTRA EPOCA

Le associazioni Riprendiamoci il Pianeta – Movimento di Resistenza Umana e Caposaldo sono felici di offrire un evento culturale che si prospetta di altissimo livello, visti i protagonisti.
Mercoledì 27 marzo 2019, alle ore 20.45, presso l’auditorium del Liceo Mascheroni di Bergamo (ingresso da via Santa Caterina 13), saranno ospiti delle due associazioni Diego Fusaro, filosofo e pensatore tra i più in vista del momento per le sue idee antagoniste verso il sistema di potere attuale, e Massimo Rodolfi, autore, attivista politico e ricercatore spirituale a capo di Riprendiamoci il Pianeta.
Modera il tavolo Paolo Bogni, presidente di Caposaldo.

“Mentre Fusaro – anticipa Bogni – delineerà la Nostra Epoca da un punto di vista filosofico-storico-politico, Rodolfi lo farà da un punto di vista antropologico-esoterico. La convergenza del capitalismo assoluto di Fusaro e la fase terminale del Kali Yuga di Rodolfi si verificherà nel degrado nichilista storico legato alla bassa coscienza di un’Umanità che ha smarrito se stessa e la propria vocazione spirituale. All’interno della serie di domande che formulerò ad entrambi, svilupperemo approfondimenti sul senso della Storia, della Coscienza, della Politica (Economia) e della Spiritualità Umana”

IL VIDEO DELLA CONFERENZA:

YEMEN, LA GUERRA DIMENTICATA

Venerdì 25 gennaio, ore 20.45 Sala Conferenze di via Mascagni 85, Bergamo Ingresso Libero e gratuito

A quasi quattro anni dall’inizio dell’aggressione allo Yemen, l’associazione Caposaldo vuole offrire un momento di approfondimento e comprensione di questo conflitto apparentemente così lontano, nello spazio e nei contenuti, e che in realtà ci riguarda molto da vicino. Perché, al di là delle motivazioni immediate, dietro il conflitto si nasconde come di consueto la longa manu dell’imperialismo e dell’interesse occidentale, mal celato in questo caso dal coinvolgimento diretto dell’Arabia Saudita e dagli immancabili “terroristi” manovrati da USA ed Europa. A offrire una panoramica della situazione Hanieh Tarkian, ricercatrice di studi strategici e geopolitici esperta delle questioni mediorientali che spiega: «Perché è necessario conoscere la situazione in Yemen? Perché la battaglia del popolo yemenita è anche la nostra battaglia? Il popolo yemenita, il più povero dei paesi arabi, entra nel quarto anno di aggressione da parte della coalizione a guida saudita, il più ricco dei paesi arabi, sarebbe tuttavia sbagliato limitare l’analisi del conflitto a meri interessi politici ed economici. Il conflitto yemenita è molto simile a quello siriano per diversi aspetti, entrambi i popoli stanno combattendo contro un nemico ideologicamente regressista, appoggiato tuttavia da un Occidente ideologicamente progressista, in realtà regressismo e progressismo sono due lati della stessa medaglia, per questo si appoggiano a vicenda. Gli yemeniti non vogliono nessuna di queste due ideologie, ecco perché la loro battaglia è anche la nostra. L’ideologia progressista e regressista sono come due lame di una forbice che distrugge tutto ciò che si ribella a loro.» Come disse il Profeta Maometto “La fede è yemenita, la saggezza è yemenita e io ho trovato il respiro del vostro Signore nello Yemen”

Presenta per Caposaldo Paolo Galante.

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/2032310703525019/

Ingresso come sempre libero e gratuito.

Hanieh Tarkian, prima italiana a completare il percorso di studi religiosi con un dottorato in Studi Islamici a Qom (Iran), attualmente il più importante centro di studi della tradizione islamica sciita, s’interessa anche di temi geopolitici e sta frequentando un Master in Relazioni Internazionali e Studi Strategici presso l’Università Pegaso.

Nata come coordinamento di movimenti e associazioni legati da una comune battaglia, l’associazione Caposaldo costituisce ora un’associazione che raccoglie le esperienze e le sensibilità personali di militanti di diverse provenienze. Scopo del movimento è la lotta contro il sistema capitalista e il Nuovo Ordine Mondiale con la messa in campo in particolare di momenti di controinformazione, volantinaggi e incontri di approfondimento. La varietà originale degli associati consente di trattare il tema da diverse prospettive, dall’economia alla politica, dalla spiritualità all’ecologia.

Simone Boscali Addetto Stampa e Comunciazione

www.caposaldo.org

Cell. 3314298972

VOTO INUTILE – VOTO DI CASTITA’

Il 4 marzo non votate!!!
VOTO INUTILE – VOTO DI CASTITA’
– Il 4 marzo stiamo a casa e disertiamo le urne elettorali

– Documento scritto da Paolo Bogni, Presidente di CAPOSALDO Bergamo –

 

CAPOSALDO Bergamo invita qualsiasi potenziale elettore a non votare e a sollecitare – condividendo questo Post – altri potenziali elettori (che non leggessero questo documento) a non presentarsi alle urne il 4 marzo 2018. L’idea che questo sistema disumano possa essere modificato dall’interno (entrismo elettoralista) è ormai fallito da decenni. Non prenderne atto, significa o essere politicamente stupidi o essere in malafede, oppure delle ingenue belle anime che non comprendono il significato della parola Politica. CAPOSALDO Bergamo invita il boicottaggio generale in merito alle elezioni di rinnovo dei due rami del Parlamento nazionale. CAPOSALDO Bergamo chiede a Voi trenta minuti del Vostro tempo per leggere questo lungo documento, perché non è possibile spiegare solo con rapidi e sintetici slogan le motivazioni del nostro invito alla diserzione elettorale. CAPOSALDO Bergamo espone anche quelle che sono le linee direttrici per potere (anche in un immediato futuro) creare insieme a Voi un Movimento politico che veramente meriti di rappresentare un Popolo in Parlamento. Le motivazioni e le controproposte – Divise in 4 PUNTI – sono le seguenti:

PUNTO 1) Tra le Liste che concorrono a portare in Senato o alla Camera i propri candidati manca decisamente una Lista (Movimento o Partito politico che sia) che effettivamente e realmente proponga una decisa svolta in merito all’attuale stato di cose (personali, sociali e comunitarie) tali per cui il voto avrebbe un senso veramente politico. Manca, cioè, un Movimento o Partito che esprima – anche solo lontanamente – un’analisi vera e convincente sull’attuale Epoca in cui viviamo, e che proponga – di conseguenza – una base programmatica che tenda al vero superamento di questo odierno, vergognoso e disumano stato di cose. Per semplicità, chiameremo questa base programmatica del NON ancora esistente MOVIMENTO POLITICO (che meriterebbe il VOTO) con il nome di SETTE SOVRANITA’. Manca, dunque – per essere ancora più precisi – un Soggetto politico che analizzi, al di là di ogni ragionevole incertezza, quella che è l’attuale Epoca Storico-sociale in cui è ubicata l’Italia, l’Europa e – per esteso – il mondo intero. Manca un Soggetto politico che rappresenti una Coscienza collettiva della Realtà complessiva attuale, cioè l’Epoca del CAPITALISMO ASSOLUTO. E’ inutile girarci intorno: o il voto va dato ad un eventuale Soggetto politico che si pone l’ESPLICITO OBIETTIVO di fuoriuscire dal Capitalismo Assoluto per entrare nella nuova Era di una Federazione di Comunità solidali (indicando CHIARAMENTE le SETTE SOVRANITA’ – che ora andremo a definire – da ripristinare e raggiungere), oppure le urne devono essere rese deserte! Una di queste Federazioni di Comunità solidali è la nostra Povera Italia, governata attualmente (o governabile in un prossimo disatroso futuro) da governi fantoccio (siano essi di centrodestra, centrosinistra, pentastellati, sinistro radicali, destro radicali, anime belle o quant’altro si presenti sull’ATTUALE palcoscenico..) e al servizio dell’imperialismo americano e rappresentata da un parlamento di oltre mille – tra deputati e senatori – oggettivamente servi e camerieri (siappur ben remunerati..) del suddetto imperialismo a sua volta strumento del capitalismo globale. Lunedì 5 marzo, stante il “rinnovo” della Camera e del Senato, con queste Liste “concorrenti” ci sarebbero altri mille servi e camerieri al servizio, pur con ruoli diversi (“maggioranza” e “opposizione”. In questo gioco di maschere ridicole da palcoscenico tragico, ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere..). Non cambierà assolutamente nulla. E una persona intellettualmente onesta – anche “solo” di media razionalità – lo capirebbe. Tutte le Liste partecipanti sono in realtà uguali nella COARTAZIONE del sistema capitalista globale, siappure in versione plurale rispetto ai dettagli secondari delle loro proposte. Chi pensa (per indicare un solo esempio) che Salvini – fratello – e la Boldrini – sorella – siano veramente concorrenti, confrontino la loro eguale adesione all’imperialismo americano, al sionismo feroce e al sistema capitalista. Si dividono (sorella Boldrini e fratello Salvini) – al massimo – su quisquiglie secondarie e inutili. Anche noi andremmo a votare, come detto. Se ci fosse un Movimento politico che analizzasse la Totalità storico-sociale attuale (Epoca del Capitalismo Assoluto) e perseguisse – come scopo creativo – le seguenti SOVRANITA’ all’oggi totalmente mancanti e assenti nella nostra Italia (e in Europa, e nel mondo intero..). Queste Sovranità da realizzare (TUTTE INSIEME e non solo ALCUNE..), all’oggi assenti nel programma di tutti i soggetti “politici”, sono SETTE. Prima di procedere alla loro elencazione è doverosa però una premessa: trasversale a ognuna delle SETTE SOVRANITA’ che andremo a esporre, ci sta – però – un necessario LAVORO INTERIORE che ogni militante deve operare su di sé. La Rivoluzione, infatti, non si attua soltanto sulle Esteriorità mondane (Trattati, banche, multinazionali, parlamenti, governi, massoneria, gruppi riservati,..), ma – preliminarmente – dentro noi, attraverso una bonifica e un percorso di elevazione della nostra MATRICE SPIRITUALE, all’oggi soffocata, umiliata, annichilita e repressa. Interiormente dobbiamo agire per espellere il banchiere, il capitalista, il massone, il sionista e l’americanista che in ognuno di noi inconsciamente alberga. L’agitazione sconnessa di tanti (presunti) antagonisti alla vigilia delle elezioni del 4 marzo denota, infatti, una preoccupante confusione spirituale e un dominio (effettivo) dei propri ego individualistici che vanno tutto a vantaggio del sistema capitalista globale che a parole (solo a parole..) è in tal modo combattuto malissimo da questo ginepraio di (siappur volenterosi) confusi. Le SETTE SOVRANITA’ di cui ci dobbiamo integralmente riappropriare sono le seguenti: a) SOVRANITA’ POLITICA. Oggi siamo una Colonia degli Stati Uniti d’America e sopravviviamo all’interno del “protettorato” del Trattato di Maastricht e dalla dipendenza usuraia della BCE. Dobbiamo sottrarci dalle influenze dei primi e svincolarci dai secondi. b) SOVRANITA’ GEOPOLITICA (a cui è sussunta la Sovranità militare). In questa Sovranità si coniugano la vergognosa sottomissione militare alle basi straniere americane Nato e l’intromissione dell’imperialismo americano e delle potenze capitaliste globali in merito al coatto flusso migratorio di africani e asiatici sul suolo del nostro territorio nazionale e continentale, al fine di creare un meticciato che abbia il doppio scopo di annullare le identità culturali delle Comunità europee e per aumentare l’esercito industriale di riserva al servizio del sistema capitalista produttivo. c) SOVRANITA’ ECONOMICA. Le leggi di sviluppo del capitalismo produttivo rendono i nostri popoli e le nostre comunità sempre più soggette a precarietà esistenziali, lavorative e sociali. Il popolo è sempre più in sofferenza, stante l’aumento dei suicidi, licenziamenti, disoccupazione e impoverimento progressivo. La fascia della sofferenza popolare comprende i lavoratori salariati e dipendenti, i piccoli e medi imprenditori (che nel breve periodo tattico-transitorio andrebbero salvati), i commercianti, i liberi professionisti, i disoccupati, gli emarginati gravi e i disabili. Il sistema del capitalismo globale, inoltre, astutamente crea artificiali guerre tra questi gruppi di poveri al fine di tenerli divisi. Bisogna tendere ad un’Economia sociale e comunitaria. La nuova figura antropologica e sociale sarà quella dell’IMPRENDITORE SOCIALE E COMUNITARIO, espressione della collegialità dei mezzi di produzione. Dunque, bisognerà tendere all’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione. Senza se e senza ma, siappure con una gradualità transitoria e tattica. Lo Stato, riappropriandosi di alcuni settori chiave dell’economia e rafforzando lo Stato sociale, sarebbe garante di questa transizione dal capitalismo alla nuova Economia Comunitaria. Il Capitale non ama le Patrie e le sta distruggendo. E chi ama le Patrie non può amare il Capitale. La proprietà privata dei mezzi di produzione – in concerto con l’altrettanto deleteria proprietà privata dell’emissione e del prestito della moneta a corso forzoso (Euro qui da noi, ma anche il Dollaro per i poveri cittadini americani) per chi non l’avesse ancora capito, è (sono) il motorino di avviamento dei processi di sviluppo disumani e vergognosi del Capitale. Quindi chi ama la Patria – e non vuole cadere in contraddizione – deve essere ipso facto ANTICAPITALISTA!! Anticapitalista finanziario e anticapitalista produttivo! Altrimenti è qualcos’altro, ma non un Antagonista a questo sistema di cose, anche se continua a dire “Amo la Patria..”, sia essa l’Italia o la Padania. d) SOVRANITA’ MONETARIA. Le leggi di sviluppo del capitalismo finanziario (più potente dello stesso capitalismo produttivo. Non abbiamo tempo, però, in questa sede per analizzare i motivi per i quali il banchiere è nettamente più potente dell’imprenditore capitalista produttivo) creano monete-debito e titoli borsistici che parassitano il già colpevole capitalismo produttivo (gli ambiti finanziario e produttivo sono aspetti però complementari e inscindibili dell’UNICO fenomeno capitalista). Bisogna tendere all’abolizione di qualsivoglia strumento finanziario e titolo borsistico e costituire monete realmente ed effettivamente sovrane (emesse e prestate solo ed esclusivamente dallo Stato), con l’abolizione delle banche centrali e la nazionalizzazione a costo zero di banche commerciali. Ripeto per chi non l’avesse capito: l’abolizione delle banche centrali (primo provvedimento) e la nazionalizzazione a costo zero di banche commerciali (secondo provvedimento). Un inciso necessario che spiega perché è INUTILE andare a votare le attuali Liste che pur chiacchierano (chiacchiere confuse..) di SOVRANITA’ MONETARIA. Per giungere ad una EFFETTIVA e REALE Sovranità Monetaria, una Comunità nazionale (o una Federazione di Comunità nazionali) deve procedere sia all’emissione diretta della MONETA (senza controvalori aurei e senza controvalori in Titoli di Stato), sia al prestito della MONETA a corso forzoso, in regime di TOTALE e ASSOLUTO MONOPOLIO!! E’ lo Stato che deve gestire la MONETA per conto del POPOLO, non soggetti parassiti privati, vale a dire l’intero sistema bancario globale. Per raggiungere questo scopo (repetita juvant numero due..), vanno abolite le banche centrali e nazionalizzate a costo zero le banche commerciali. Speriamo di esserci fatti capire. Tutto questo va legato, inoltre, alla messa fuorilegge delle Borse. In nessuna delle Liste “concorrenti” della tragicomica farsa elettorale del 4 marzo risulta delineata una SOVRANITA’ MONETARIA così intesa. Che è l’UNICA Sovranità monetaria reale ed effettiva. e) SOVRANITA’ ALIMENTARE. L’Italia deve riappropriarsi della propria alimentazione tradizionale (ricchissima e variegata) e mettere capo a un programma di maggior autosufficienza possibile in termini di approvvigionamento alimentare (e a tal scopo deve uscire dai Trattati WTO e CETA,..) e – soprattutto – eliminare ogni coltivazione OGM e acquisto dall’estero di queste porcherie. L’Italia deve rivitalizzare la cucina mediterranea, le vecchie trattorie, rinforzare aree di agriturismo e far rinascere i centri storici di paesi e città con luoghi accoglienti di sana e genuina ristorazione. Contemporaneamente, deve progressivamente abolire la presenza sul suolo italiano delle varie catene alimentari globaliste (Mc Donald’s, Burghy,..) da “fast food” che sono un cancro metabolico e un attacco anche alla nostra identità culturale. f) SOVRANITA’ SANITARIA. La Politica ha l’obbligo di vigilare sulla Salute e il Benessere (spirituale, psichico e fisico) di ogni persona e della Comunità. Oggi – nell’Epoca del capitalismo assoluto – ogni persona è obbligata a vivere a lungo (in sé elemento astrattamente positivo..) ma ad essere il più possibile malata cronica, vivendo in uno stato perenne di FARMACODIPENDENZA obbligatoria. All’interno della Farmacodipendenza vi è anche quell’odiosa istanza dell’obbligatorietà di vaccinazione di massa in età infantile da rigettare, così come da contrastare sono i fenomeni interni sia alla Geoingegneria che all’Ingegneria genetica, veri e propri attacchi alla nostra umanità, nei suoi aspetti di Coscienza, Fisico e Psiche. Non vanno dimenticate, inoltre, tutte le catastrofi ambientali ed ecologiche provocate in questi secoli dal sistema capitalista globale. g) SOVRANITA’ EDUCATIVA. Il discorso Educazione è lungo e tortuoso. L’Educazione è il fondamento per la rinascita spirituale, comunitaria e politica. L’Educazione è la via obbligatoria per realizzare integralmente l’Essere potenziale (e meraviglioso) della Natura umana. Il livello storico-mondano dell’Essere è l’Essere politico e comunitario (l’Essere sociale) che si sviluppa in quattro momenti ed è intorno ad essi che si costituisce una Polis che possa umanamente e veramente realizzare le Sette Sovranità. L’Essere sociale (estensione politica della Natura umana che veritativamente esprime se stessa alla massima potenzialità) si articola in quattro livelli espressivi. 1) L’Essere personale, dotato di bisogni singolari, sobri e creativi. 2) L’Essere famigliare, espressione della naturale e tradizionale fusione di genitori (madre femmina e donna, padre maschio e uomo) con figli. Rappresenta il primo momento etico che media il rapporto tra il singolo e la Comunità, declinando i bisogni essenziali, sobri e creativi al fine di promuovere la realizzazione delle vocazioni personali sia nell’interesse dell’evoluzione del singolo che, simultaneamente, nell’interesse della crescita della Comunità. 3) L’Essere culturale e professionale, che si forma e si sviluppa attraverso l’opera dei corpi sociali intermedi, siano essi interni alle unità produttive, siano essi legati all’associazionismo delle espressioni e delle passioni. E’ il momento etico della solidarietà comunitaria. E’ il momento in cui i bisogni essenziali, creativi, personali e sociali trovano la loro compiutezza – a misura della Natura umana – nella dimensione comunitaria. 4) Infine, l’Essere sociale e comunitario integrale, costituente lo Stato etico-politico, sintesi e garante comunitario dei Valori (unità, armonia, misura, ordine, bellezza e giustizia) fondanti la Comunità popolare e nazionale.
L’Educazione riguarda l’ambito coscienziale (già menzionato nel paragrafo f precedente) culturale e identitario. Le odierne Agenzie (dis)educative (Scuola – dall’Infanzia all’Università -, Informazione (carta stampata, televisione, internet,..), Intrattenimento (Sport, Cinematografia, Arte moderna..) sono nella grandissima parte in mano agli stessi che emettono e prestano moneta a strozzo, che sostengono un sistema di sfruttamento, che ci avvelenano con la farmacodipendenza, che ci riducono la coscienza con sistemi sofisticati elaborati dalla geoingegneria e dall’ingegneria genetica. Per invertire la tendenza (che rende le vittime complici dei carnefici) occorre ridefinire le Agenzie educative di base (Famiglia tradizionale, Scuola e Associazionismo) al fine di rivitalizzare una Matrice spirituale all’oggi soffocata e annichilita.
In conclusione a questo Punto 1, possiamo dire che si può e si deve votare solo se concorresse un MOVIMENTO POLITICO che proponesse queste SETTE SOVRANITA’ nell’ambito dei quattro momenti dell’Essere sociale in quanto espressione della vera (e non bestiale) Natura umana. Neanche lontanamente (ripeto: lontanamente!!) sullo scenario del 4 marzo vi è un Soggetto politico del genere. Quindi restatevene a casa che è l’unica cosa politicamente intelligente che potreste fare.

PUNTO 2) Tra le Liste (partiti o movimenti) degli apparentemente (ripeto: apparentemente) “meno peggio” che sono in lizza per le elezioni del 4 marzo 2018, vi sono qua e là – all’interno dei loro qualitativamente scarni e disarticolati programmi – momenti di analisi parziali anche accettabili (lotta allo sfruttamento e alle ingiustizie sociali, denuncia della moneta-debito, pericolo degli OGM, denuncia della precarietà, contrasto all’obbligatorietà della vaccinazione di massa infantile, rivendicazione identitarie politiche e culturali,..). Queste parzialità, però, non sono MAI connesse con la TOTALITA’ storico-sociale che è una e una sola: l’attuale epoca disumana, assassina e vergognosa (fondata sullo sfruttamento, sul parassitismo e sull’alienazione nichilista) denominata l’epoca del capitalismo assoluto. Siamo lontanissimi, perciò, dal ritenere che quei momenti parziali programmatici possano costituire un motivo plausibile per giustificare o anche solo scusare l’andata alle urne o la concessione del voto a contenitori che non hanno la benché minima capacità di esprimere una valutazione complessiva sull’attuale totalità storico-sociale. Facciamo una breve carrellata critica di alcune di queste Liste apparentemente “meno peggio”. La LEGA NORD rivendica un’autonomia politica e culturale (anche attraverso un modello federale) della Padania e – per esteso – dell’Italia, ma non dice nulla sulla presenza delle basi Nato americane nella Padania stessa e sui trattati economici ultraliberisti che rendono schiave anche le popolazioni del Nord d’Italia. Volere secedere da “Roma ladrona” ma rimanere servi di Washington padrona significa essere politicamente degli incapaci o dei non-politici. IL POPOLO DELLA FAMIGLIA ha a cuore le sorti (almeno così sostengono..) della bistrattatissima famiglia tradizionale ma non comprende assolutamente che il martirio di essa è causata da un’imposizione del sistema capitalista che – al contrario – ne vuole la distruzione (per motivi etici, contrastivi ad alcune attuali logiche di sviluppo capitalistico) e, al tempo stesso, promuove la nascita di famiglie “plurali” prive di eticità. La contraddizione (di gravità inaudita) vissuta da IL POPOLO DELLA FAMIGLIA s’incarna tragicamente nella inquietante figura del loro capo, l’ultracapitalista cattolico di sinistra Mario Adinolfi. Il MOVIMENTO CINQUE STELLE è la più vergognosa rappresentazione di come il sistema capitalista globale canalizzi e addomestichi il dissenso (riducendolo all’innocuità) all’interno di un contenitore (come quello pentastellato) che progressivamente si è allineato (che schifo!! E sia detto educatamente..) ai diktat dell’imperialismo americano, del sistema bancario globale e del sistema capitalista in genere. La triade Casaleggio-Grillo-Di Maio è l’emblema di come i poteri forti capitalisti riescano a rovesciare un potenziale movimento rivoluzionario in una forza potenziale di governo assolutamente al servizio del sistema e dei suoi luridi (sia detto cortesemente) interessi. SI AMO è una Lista di anime belle e generose che esprimono bonariamente una discreta gamma di obiezioni parziali ad un sistema da loro stessi ritenuto disumano ma del quale non ne colgono le strutture di fondo in quanto intuiscono che c’è un problema tra un BENE e un MALE. Ma che questo problema abbia come nome capitalismo non è per nulla inteso. Tutto è riconducibile – in termine di azione politica riferito a questo problema – sulla generica “buona volontà” e sulla “presa di coscienza”. Giusto. Ma intorno a quale TOTALITA’ agirebbero la buona volontà e la presa di coscienza? Boh! Mistero.. RIFONDAZIONE COMUNISTA (e in generale tutte le Liste legate alla sinistra più o meno radicale, di cui la “meno peggio” è la formazione di Marco Rizzo) pur ammettendo che l’analisi della Totalità storico-sociale è il necessario punto di partenza per qualsiasi persona politicamente capace di intendere e volere e che non mangi sassi a colazione, e pur comprendendo che questa Totalità infernale oggi si chiama capitalismo (non ha altri nomi la Totalità odierna. Mettiamoci il cuore in pace. L’assassino non è il maggiordomo complice – tasse, burocrazia, casta parlamentare, Bergoglio e la caritas, le ONG, il migrante, l’Isis e l’islamismo.. – ma il suo mandante, cioè il PADRONE della villa e di tutti noi: il sistema capitalista – massoneria, multinazionali, alta finanza, banche,..) e pur svolgendo incomplete ma importanti analisi sull’attuale Modo di produzione, oltre ad avere come base filosofica il solito sbagliatissimo marxismo materialista è, inoltre, colpevolmente appiattita e ingabbiata nelle trappole sovrastrutturali del dirittumanismo internazionale e sull’individualismo di genere (all’apice del quale vi è la tragicomica adesione all’omogenitorialità come momento di progresso sociale..!), vero e proprio cancro delle comunità. Rifondazione Comunista – e altre Liste similari rifacentesi al marxismo materialista – è anticapitalista rispetto alla struttura economica ed è tragicamente ultracapitalista (e di un brutto ultracapitalismo!) rispetto alle sovrastrutture. FORZA NUOVA e CASAPOUND si distinguono per la buona percezione dello stradominio del potere finanziario come causa prima del malessere sociale (materiale e spirituale) e per la distruzione dei Popoli e delle loro identità. S’impantanano, però, entrambe su proposte economiche neo-corporative (e la prima aggiungendo pure la dottrina sociale della Chiesa cattolica) che sono palesemente insufficienti per contrastare seriamente il sistema capitalista globale. Il problema, infatti, non si risolve conciliando capitale e lavoro, ma abolendo di netto il capitale!! Cerchiamo di capirlo una buona volta, perché siamo stanchi di ripeterlo. La nuova Comunità nazionale e solidale sarà solo lavoro (senza capitale) gestito politicamente – con moneta e finanza sovrana – in funzione del Benessere Comune. NON E’ DIFFICILE DA CAPIRE. In più, Forza Nuova insiste su una rinascita italiana all’insegna di un cristianesimo contrastivo rispetto ad una (inesistente) invasione islamica, proponendosi così come un’allieva (inconsapevole) americana delle assurde tesi di Huntington e della antiitaliana (americanista e sionista) signora Oriana Fallaci, a tutto vantaggio dell’imperialismo americano che – ideologicamente – promuove nelle proprie “province” (l’Europa è una sua provincia) lo specchietto delle allodole nazionaliste dello “Scontro di Civiltà”. Casapound, invece, sbanda clamorosamente (e altrettanto gravemente) su tesi filoamericane e filosioniste quando appoggia l’attuale governo filo-occidentale ucraino e antirusso. Perché le idee – in geopolitica – o le si hanno chiare oppure si è destinati a brancolare nel buio.

PUNTO 3) Gli antagonisti e i rivoluzionari, quelli che realmente ed effettivamente vogliono ristabilire e raggiungere quelle 7 SOVRANITA’ che abbiamo esposto e che rappresentano il requisito minimo per definirsi tale (antagonista e rivoluzionario), devono invece mordere il freno e non farsi ingenuamente sedurre dall’adrenalina egoica (è infatti – la loro – una questione fondamentalmente gestita da incontrollati ego individualistici..) della “campagna elettorale” che manda in visibilio gli utili idioti e i neo-capponi di manzoniana memoria che si recheranno alle urne il prossimo 4 marzo. Noi antagonisti (veri e sinceri) in questo momento storico abbiamo ALTRI compiti, che si riassumono in 3 principali modalità operative: A) INFORMARE, FORMARE e AUTO-FORMARE. Denunciare con conferenze, corsi di formazione, seminari, gazebo, manifestazioni o eventi culturali e politici, TUTTE le fenomenologie critiche riferite agli ambiti di POLITICA, GEOPOLITICA, ECONOMIA, MONETA, FINANZA, LAVORO, ECOLOGIA, GEOINGEGNERIA, INGEGNERIA GENETICA, SALUTE, ALIMENTAZIONE, SPIRITUALITA’, con l’obiettivo di CHIARIRE le Idee e progetti che un Movimento Politico complessivamente deve mettere in campo se vuole essere una Cosa seria e credibile. B) Creare sinergie sui Territori di nostra competenza (provincia e zone limitrofe) al fine di unire CELLULE (Associazioni di decine di persone) realmente creative e desiderose di un altro modo di vivere la Comunità, e quindi CONTRO e AL DI LA’ e AL DI FUORI del sistema capitalista che da secoli segna la nostra Epoca. Dall’ambito provinciale, intessere pazientemente legami per creare una Rete che unisca tutto il Territorio nazionale e non disdegnare nemmeno contatti a livello internazionale. Il punto di partenza, però, deve essere il proprio territorio di appartenenza. C) Verificare – permanentemente – l’esistenza dei presupposti (e promuoverli con forza!!) per la creazione di un MOVIMENTO POLITICO (che oggi non esiste!) che rappresenti una REALE ed EFFETTIVA Alternativa allo stato attuale di cose presenti, attraverso l’intersecazione tra i 4 Livelli dell’Essere sociale e comunitario (Persona, Famiglia Tradizionale, Corpi intermedi, Stato Etico-politico) e le 7 Sovranità (politica, geopolitica-militare, economica, monetaria-finanziaria, alimentare, sanitaria ed educativa-spirituale) da raggiungere e ripristinare.

PUNTO 4) Fino a quando non matura un MOVIMENTO POLITICO RIVOLUZIONARIO che intersechi la verticalità dei 4 momenti dell’Essere sociale e comunitario con l’orizzontalità programmatica delle 7 Sovranità da raggiungere, evitiamo VOTI INUTILI e sterili e privilegiamo – al contrario – il VOTO di CASTITA’. La Rivoluzione – bella e profumata – è infatti una Femmina particolarmente raffinata ed esigente. Ella richiede preliminari dolci, elettrici e di qualità! La Rivoluzione non ama coiti precoci. La Rivoluzione esige pazienza, classe, passione e stile. La Rivoluzione esige calore ed energia di lunga durata, non frenesia o corti circuiti. e’ Inutile e dannoso disperdere il Seme il 4 Marzo. Votare rappresenterebbe una rapida sveltina o un’inutile masturbazione. Sarebbe, dunque, una gravissima perdita di tempo e un’azione politicamente stupida.

 

Solidarietà ai militanti del VENETO FRONTE SKINHEADS in merito alla loro visita del 28 novembre 2017 alla Sede di COMO SENZA FRONTIERE.

Di Paolo Bogni – presidente di CAPOSALDO

 

Pur non avendo con loro legami o accordi di natura culturale o politica, esprimiamo però viva solidarietà ai militanti del VENETO FRONTE SKINHEADS (VFS) in merito alla loro visita compiuta lo scorso 28 novembre 2017 nella Sede di COMO SENZA FRONTIERE. La campagna denigratoria intentata dai media di regime contro questa lodevole iniziativa costringe CAPOSALDO a prendere una chiara posizione sui contenuti del comunicato (perché è su quelli che bisognerebbe parlare e non su infami pregiudizi nei confronti di Sigle cultural-politiche indigeste al Sistema, quali il VFS..) che questi militanti hanno letto – a mò di gratuito corso accelerato di formazione politica – di fronte alle anime belle, pacifiste e a-dialettiche che compongono l’Associazione COMO SENZA FRONTIERE, Gruppo umano sicuramente composto da persone in buona fede ma molto distante dal comprendere le logiche di sviluppo capitalistiche nelle quali si situano le modalità e gli obiettivi di un fenomeno migratorio completamente strumentale agli interessi di alta finanza e grande capitale. Le dure prese di posizione espresse dai militanti di VFS contengono almeno – implicitamente o esplicitamente – cinque grossi punti di merito, riferiti ad ambiti tra loro connessi e interdipendenti.

1 – SCHIAVISTICO

Il presente dei deportati africani – in un primissimo momento – consiste in un’accoglienza da assistiti, fornita da associazioni quali COMO SENZA FRONTIERE, il cui ruolo strategico è quello di integrare i nuovi arrivati facendogli credere di entrare in un mondo magico di benessere e felicità in linea con l’indottrinamento ideologico assorbito durante l’esposizione del falso eldorado europeo a cui sono sottoposti nel periodo precedente la loro gita sui barconi di collegamento tra i due continenti. Questo primo tempo, però, si trasforma ben presto in un futuro prossimo in cui si delinea un bivio senza terze vie. O l’inserimento nella manovalanza della criminalità organizzata piuttosto che in quella saltuaria o comune, oppure l’inserimento “legale” nei ranghi del lavoro dipendente a basso salario o in quelli della piccola imprenditoria a basso reddito di contro all’alternativa “illegale” del lavoro nero con paghe da mera sopravvivenza biologica, con uno status di lavoratori privi di qualsivoglia protezioni e assicurazioni sociali. Il destino di massa di questi migranti – contrariamente all’eldorado loro promesso quando partono da Bamako, Lagos, Abuja, N’Diamena, Freetown o Dakar – è quella dello schiavo di ultima generazione, apparentemente emancipato dalle catene, libero di migrare, “artefice” del proprio destino, che – al contrario del suo dignitoso antenato che doveva essere strappato a forza per essere (quattro secoli fa) deportato nei campi di coltivazione del Nordamerica – paga lui stesso agli scafisti/schiavisti – incredibile a dirsi – per essere deportato e gestito come schiavo “libero”. Ma il destino “libero” di questo neoservo è la storia di uno schiavo sfruttato e de-umanizzato e reso carne da macello sulla pelle viva dei propri sogni. Il destino di quest’ultima bestialissima forma di schiavismo è estesa – per induzione – alle deboli popolazioni europee, già di loro rese preventivamente acefale da settant’anni di occidentalismo nichilista. Il migrante schiavo è un esperimento antropologico che il sistema capitalista attua per completare l’opera di riduzione dell’umanità europea a merce totalmente subordinata agli interessi delle logiche del capitale, siano esse quelle riferite all’ambito finanziario, siano essere riguardanti quello produttivo. E’ come se il Kunta-Kinte moderno costituisse la matrice sulla quale definire l’ultima operazione di chirurgia antropologica nei confronti dello zombie (europeo in questo caso..) e accompagnasse quest’ultimo – mano nella mano – in uno sterminato e infinito campo di cotone (l’Europa senza più storia né radici..) nel quale immolasse se stesso sciogliendo le proprie specificità, missioni e vocazioni per trasformarsi in un docile e rassegnato servo della produzione, dell’indebitamento e del consumo, in un’atmosfera di perenne crisi e precarietà strutturale, divenendo esso stesso migrante nel proprio smarrimento. Schiavo della propria nullità ontologica, identitaria ed esistenziale.

2 – RISERVA INDUSTRIALE

Collegato al problema dello schiavismo vi è quello della gestione tecnica – da parte del sistema capitalista – della forza-lavoro dedita alla produzione di merci e alla erogazione dei servizi. Anche qui, le deportazioni di massa dei cosiddetti “migranti” sono perfettamente funzionali al rinvigorimento di una particolare area sociale elaborata e scoperta genialmente da Karl Marx: l’ESERCITO INDUSTRIALE DI RISERVA. Queste seconde linee sono lo strumento di ricatto del capitale produttivo (in combutta – ovviamente – con quello finanziario) nei confronti degli schiavi autoctoni (gli italiani e gli europei) occupati e già di per sé precari. Le seconde linee africane (che si sommano ai 35 milioni di disoccupati europei..) normalmente si accontentano di sopravvivere (una volta spentosi velocemente il sogno ideologico da vita eldorada..) accontentandosi di molto meno di quello che è “garantito” all’occupato precario autoctono, da silenziare nelle sue eccessive pretese di salari che non siano rimborsi spesa da mera sopravvivenza. E’ un mistero di come la parte più famosa del movimento storico anticapitalista (la parte “sinistra” che dovrebbe avere Marx come riferimento..) non riesca a scorgere la strumentalità del fenomeno migratorio soprattutto in quest’epoca di distruzione dello Stato sociale, della crescente abolizione di grande parte dei diritti del lavoro (vedi – ad esempio – l’estinzione effettiva dell’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori), e dell’impotenza politica di fronte alle delocalizzazioni di aziende produttive in zone del mondo prive di coperture sindacali. Incredibile come questa residua sinistra supposta e presunta anticapitalista si copra di ridicolo e si dimostri imbecille e razzista oltre ogni ragionevole limite quando elogia il folklore della società multirazziale (il fenomeno sociale più razzista e stupido della storia dell’umanità) e santifichi il melting-pot newyorchese come modello sociologico da prendere ad esempio. La società multirazziale è il luogo ove – contrariamente a quanto sostenuto dagli idioti ultracapitalisti della sinistra salottiera e della sinistra da centri sociali – si consuma l’estinzione delle diversità etnoculturali, le quali invece sarebbero valorizzate nelle umane Comunità multietniche laddove – in luogo di una tradizione e storia maggioritaria – vi sarebbero comunità di minoranza protette ma non confuse con la Identità ospitante.

3 – METICCIATO GLOBALE antiidentitario

Il sistema capitalistico necessita di un’antropologia particolare. Essa consiste nella riduzione dell’essere umano ai propri puri impulsi bestiali, alla propria elementarità animale e a quella dimensione inferiore dell’esistenza semplicemente materiale. Un’umanità siffatta e degradata è quella meglio aderente ad un sistema in cui la rincorsa ossessiva e patologica delinea i meccanismi del perseguimento del profitto in quanto accumulo indefinito del capitale a cui è legato un mastodontico dispositivo tecnico planetario atto alla produzione di merci, all’erogazione di servizi e all’induzione coatta del loro iperconsumo a cui è – a sua volta – connesso un inevitabile iperindebitamento. Per definire e “perfezionare” questa particolare antropologia, il sistema capitalista allontana ulteriormente l’umanità dalla propria e più profonda matrice spirituale. Uno dei livelli in cui la spiritualità è nutrita e rinvigorita è situato allo stadio d’adesione di ogni singola soggettività ad una comune identità etnoculturale, quest’ultima intesa come bacino di valori tradizionali e stratificati retaggi storici che definiscono il cemento e l’amalgama di una Comunità (locale, federale o nazionale) e in cui trova la sua ragion d’essere l’unione ontologica tra il singolo e il popolo. Il meticciato globale – soprattutto in questi ultimi decenni – pianificato dal capitalismo internazionale (massonerie, alta finanza e grande capitale) – nel quale va ad inscriversi anche l’ultimo tempo del fenomeno migratorio africano simboleggiato dal barconismo mediterraneo – è una stazione intermedia obbligatoria per giungere a questa particolare antropologia fortemente desiderata dai poteri forti globali del capitalismo (sia esso finanziario che quello produttivo). La destabilizzazione di un’antropologia equilibrata (ma questo processo è già in atto da almeno quattro secoli, soprattutto in Occidente..) e tesa verso una naturale complementarietà tra materia e spirito, tra concretezza e pensiero, ha tra i suoi principali strumenti quello dello scardinamento dell’identità comunitaria, con la recisione del legame che la singola soggettività (persona) ha con la storia e le tradizioni del proprio popolo di appartenenza, nonché del proprio territorio. In ogni identità etnoculturale (siappure in forma imperfetta e incompleta e quantunque manifestantesi in diversissime specificità planetarie in quanto a canoni, simboli, frequenze, alfabeti, grammatiche,..) sono veicolati quei valori della Tradizione – ORDINE, UNITA’, ARMINIA, MISURA, BELLEZZA, GIUSTIZIA – che complessivamente rappresentano le leggi dell’universo e costituiscono la stessa polare di orientamento per il Ritorno a Casa con la missione di raggiungere l’Essere integrale a cui aspira naturalmente ogni spirito veramente libero. La devastazione di ogni identità etnoculturale è un attentato diretto alla sacralità dello spirito che permea l’avventura umana. La devastazione delle identità etnoculturali italiane ed europee sono il presupposto per la distruzione del naturale sentimento sociale (zoon politikon aristotelico) verso la comunità e la dispersione della persona nello smarrimento dell’individuo reso atomo, apolide, senza radici, senza passato né futuro, senza patria, individualista e bestia strutturalmente in competizione e in perenne conflitto con altre bestie.

4 – LINGUAGGIO e BISOGNO

Il disegno antiumano e disumano che sta sotto l’operazione di questa particolare chirurgia antropologica (che si attua anche con lo strumento dell’annullamento di identità etnoculturali che caratterizzano – ad esempio – l’Italia e l’Europa) è finalizzato a due principali scopi, uno in fila all’altro legati da una correlazione necessaria. Il primo obiettivo è distruggere e riprogrammare il genuino linguaggio che presiede alla natura umana. Questo genuino linguaggio è la naturale dimensione ed espressione dell’Essere. Se il linguaggio – per dirla con Heidegger – è la Casa dell’Essere, per i poteri forti globali (massonerie, alta finanza e grande capitale) è necessario distruggere quell’abitazione spirituale in cui nome e cosa sono ancestralmente uniti dall’integralità dell’Essere. In quella Casa, i valori tradizionali (ordine, unità, misura, armonia, bellezza e giustizia) hanno un senso e solo con una matrice spirituale strutturalmente tradizionale quel senso è conservato. Il senso tradizionale è il solo senso che conserva la vitalità umana e la propria missione ontologica che – per essere ancora più chiari – indirizza la vera attività politica (quella dello zoon politikon) verso l’unica stella polare a cui può riferirsi: il Bene Comune. Distrutto il linguaggio (tradizionale), il Bene Comune non esiste più e nel prologo tragico della storia dell’umanità trionfano e sfilano i carri funebri del relativismo (niente è verità, tutto è verità..), dell’individualismo, dell’alienazione (dell’umanità dalla sua essenza, la natura umana..) e del nichilismo radicale, cioè il trionfo del nulla che designa il vuoto creatosi tra l’umanità e la sua distantissima e dispersa essenza. Il linguaggio separato dalla Tradizione permette alla modernità (termine edulcorato con cui il capitalismo chiama se stesso) di sciogliere il nodo ancestrale che univa nome e cosa, e permette agli apparati “educativi” e “informativi” del sistema capitalista globale di manipolare il contenuto di ogni nome e giustapporlo a qualsiasi cosa, non di rado capovolgendone o stravolgendone subdolamente il genuino e ancestrale significato. Compito facilitato anche da un’altra operazione congiunta alla distruzione del linguaggio e cioè quella che riguarda l’avere ridotti tutti gli enti a cosa, in quanto cosa catalogabile come potenziale merce o servizio di scambio. Riduzione a cosa strutturata nei suoi aspetti più elementari e soggetta all’appetito delle pulsioni più bestiali. Un ultimo uomo – quello di quest’epoca del capitalismo assoluto – da intendersi come corda tesa tra un essere di luce e un robot addomesticato, nel quadro di una regressum ad bestiam che caratterizza la deriva antropologica di questi ultimi quattro secoli. Il secondo scopo consiste nell’indurre coattamente al consumo sistematico e all’iperindebitamento strutturale questo omuncolo riprogrammato per sopravvivere biologicamente (ma a morire spiritualmente..) nelle carceri senza muri dell’occidente capitalista, il fenomeno storico più disumano che la storia dell’umanità abbia conosciuto. E’ evidente che scindendo il legame tradizionale tra nome e cosa e predisponendo antropologicamente il soggetto umano solo nelle sue disponibilità elementari e pulsionali, il sistema capitalista ha buon gioco anche nel riprogrammare la gamma dei bisogni che naturalmente un uomo che si riferisse tradizionalmente all’Essere integrale non ha. Nessuna identità etnoculturale, infatti, potrebbe ospitare la “civiltà” del consumismo capitalista. Ecco spiegato perché il sistema capitalista vuole instaurare una società multirazziale globale e – antropologicamente – spinge per la realizzazione di un meticciato internazionale. Una persona legata alla propria etnoidentità culturale e comunitaria vuole soddisfare un bisogno sobrio e creativo. Un individuo atomo,individualista, senza patria né radici e reso pura materialità è invece manipolabile e riprogrammabile in funzione di bisogni artificiali e indotti al soddisfacimento all’interno del mercato capitalista globale.

5 – GEOPOLITICO

Che il nostro continente sia sotto attacco, è cosa nota per chi non avesse limiti di analisi o povertà di strumenti concettuali per comprendere la realtà storico-sociale nella quale viviamo. E’ vero che l’Europa è una colonia statunitense da più di settant’anni. E’ anche vero, però, che un’eventuale rinascita del nostro continente in termini di coscienza autonoma e indipendente è avvertita da Washington come una minaccia potenziale da scongiurare preventivamente. I flussi migratori forzati e indirizzati coattamente verso l’Europa (e non verso l’Arabia Saudita o Israele..) sono il segno preciso, chiaro e netto che i poteri forti globali (che usano l’imperialismo americano come loro arma) pianificano l’immigrazione come ulteriore arma d’indebolimento strategico di un continente che deve perdere ogni percezione della propria identità e quindi delle proprie fondamentali sovranità, quali quella culturale, storica, economica, militare, monetaria, economica e – soprattutto – politica. L’Europa deve rimanere – secondo le desiderata di Washington – politicamente debole (o inesistente) e geopoliticamente confusa. L’Europa non può guardare ad est per allearsi naturalmente con il continente asiatico (Cina, Iran, Russia,..) ma deve rimanere in un’innaturale sudditanza quale quell’unione geograficamente assurda e politicamente incomprensibile quale quella euro-atlantica in cui ha perduto tutto, soprattutto la dignità. Il danno geopolitico, però, non è riservato solo alla Vecchia Europa. Ad essere penalizzata – come continente e soggetto geopolitico autonomo – è la stessa Africa, i cui giovani sono addestrati e indottrinati (dal tam-tam manipolatorio dei media globali) a migrare verso eldorado inesistenti (tra i quali l’Europa attuale dei 35 milioni di disoccupati e dell’impoverimento materiale progressivo..) e riprogrammati antropologicamente entro i parametri dell’apolidia sradicata, in modo tale che l’Africa divenga sempre più terra di conquista per l’alta finanza e multinazionali occidentali, mentre l’Europa è sempre meno capace di riacquisire le antiche sovranità e il giusto – nonché naturale – respiro geopolitico. I poteri forti globali, dunque, con lo strumento della deportazione di massa dall’Africa all’Europa coglie – nei loro interessi geopolitici – i classici due piccioni (continenti) con una fava (migrazione coatta).

CONCLUSIONI

Al di là dei 5 argomenti che – tra l’esplicito e l’implicito – i ragazzi del VFS hanno sollevato e di cui abbiamo sviscerato in sintesi alcuni aspetti fondanti nel documento di solidarietà che noi riconosciamo a loro, vogliamo sottolineare alcuni passaggi del loro comunicato letto e che riteniamo degni di interesse: 1) VFS ammette che il mondialismo capitalista attacca tutti i popoli della Terra, e perciò dunque la loro analisi comprende un universalismo di fondo pur declinato in un comunitarismo nazionale che concentra le loro attenzioni sull’Italia e – per estensione geopolitica – all’Europa. 2) E’ segnalato chiaramente, da loro, il pericolo antiidentitario funzionale al sistema capitalista della creazione dei NON-POPOLI di contro alla distruzione dei POPOLI. Pericolo in cui la distruzione antropologica della persona ridotta ad individuo si coniuga alla distruzione delle Identità comunitarie. 3) E’ dichiaratamente indicato come uno specchietto per le allodole il seducente concetto di PROGRESSO, dietro il quale, grazie ad un perfetto rovesciamento di significato dovuto alla scissione di legame tradizionale tra nome e cosa, esso (il PROGRESSO) è invece il programma pianificato da una elite di massoni, banchieri e multinazionali che promuovono un reale REGRESSO dell’umanità alle sue forme di vita più bestiali e misere.

L’ULTIMA MOSTRUOSITA’

di Ciocca Andrea

Apparentemente le cosiddette scoperte o invenzioni scientifiche possono sembrare slegate dal sistema Capitalista. Ci vengono presentate come se fossero iniziative autonome date da studiosi o scienziati che grazie ai loro studi ed esperimenti siano arrivati a determinate conclusioni. Ciò è possibile perché riecheggia ancora nell’immaginario collettivo la visione dello scienziato ottocentesco rinchiuso nel proprio scantinato o nel suo lugubre laboratorio, che prova e riprova fino all’agognata riuscita dell’esperimento. Saremmo degli ingenui e sprovveduti se pensassimo che le “innovazioni scientifiche” del sistema siano esclusivamente ad appannaggio di singoli scienziati o delle loro equipe. Essi non svolgano un lavoro autonomo, è ovvio che alla base di tali processi ci debba essere la mano di “lor signori” che incanalano le “scoperte” volte a perseguire la ormai nota ”agenda” di dominio globale.
D’altronde questo scenario di dominio, lungi dall’essere utopico, ma decisamente e palesemente reale, era già stato preconizzato da George Orwell (e non solo lui) nel suo “1984”, anche se neanche la sua antesignana visione era arrivata a elaborare tanto quanto l’ultima mostruosità che il Capitalismo ha da poco partorito: il Biobag. L’autore di Motihari, infatti, si era limitato a preconizzare un controllo delle menti e delle coscienze da parte di un’élite, ma non una produzione artificiale a catena di esseri umani. Quello che dovrebbe essere un’esclusiva di film di fantascienza, l’attuale sistema – concerto di follia – lo trasforma in realtà mettendo le basi per la creazione di esseri umani in serie (un processo equiparabile alla produzione di polli da batteria), individui fatti su misura, totalmente controllati, microcippati e asserviti al potere costituito.
Ed ecco che negli Stati Uniti d’America – capostipite del Capitalismo – e più precisamente nei laboratori del Children’s Hospital di Philadelphia, un chirurgo neonatale Alan Flake, direttore dell’Istituto per la Scienza Chirurgica presso l’Ospedale dei bambini di Philadelphia e professore all’Università della Pennsylvania School of Medicine, insieme alla sua squadra di “scienziati”, hanno elaborato un metodo di riproduzione artificiale di esseri viventi che al momento è stato testato attraverso la produzione di otto agnelli in sacche di plastica. Ma da come già preannunciato dal suo ideatore, dagli animali all’uomo il passo è breve “serviranno circa tre anni per veder nascere un bambino in questo modo” ha già dichiarato il creatore di questo aberrante processo che sarebbe volto a “prevenire le complicazioni che normalmente capitano ai bambini estremamente prematuri, offrendo una tecnologia che prima non esisteva. Questi bambini hanno bisogno di un ponte fra l’utero della madre e il mondo esterno”. Con l’inseminazione artificiale prima, passando per le gravidanze surrogate, ora il Capitalismo pretende di crearsi direttamente i propri burattini attraverso la pratica del Biobag, avendo come principale obbiettivo: l’alienazione dell’uomo. Non serve più il capo famiglia che si assume il fardello e la responsabilità di casa, moglie e figli. L’uomo che un tempo aveva sulle sue uniche spalle tali responsabilità, risulta troppo scomodo e dev’essere “ammorbidito”. In quest’epoca è più utile un individuo deresponsabilizzato ed ibrido, che non si deve riconoscere più in se stesso, non più Padre ma un soggetto effeminato tanto caro al sistema Capitalista e alla neonata teoria gender. La volontà di annientare il nucleo familiare continua inarrestabile e inesorabile. Nel mirino non c’è solo la figura dell’uomo ma rientra anche quella della donna. Con il metodo Biobag tutto il percorso della gestazione e con essa il ruolo della donna si discioglie. La gravidanza, lungi dall’essere un mero e asettico processo riproduttivo, dispone le basi per il mondo esterno e quindi della vita: il cuore della madre che batte e rassicura il piccolo nel grembo materno, le voci che già percepisce e incomincia a conoscere, i movimenti della madre che nel ventre lo cullano… il parto stesso è fondamentale, anche e soprattutto nel momento del dolore, che è un processo indispensabile per la donna (non a caso le depressioni post parto tipiche dell’attuale epoca sono causate dai nuovi metodi di parto indolore). Il travaglio è necessario per far sì che già in quel processo si instauri un rapporto energetico e spirituale tra madre e figlio. E’ un momento insostituibile per la maturazione della donna, in quanto sancisce il suo passaggio a madre. Tutto ciò che dovrebbe essere di più genuino e naturale, viene bellamente rilegato in soffitta. Stiamo assistendo al trionfo del mondo artificiale che prevale su quello naturale.
L’esperimento in questione è stato fatto con otto agnelli e pubblicato su Nature Communications e definito da questi paladini del progresso infinito “un passo storico verso il futuro delle gestazioni”. Effetto di questa affermazione, in quello che già ci sembra un inferno, avviene il paradosso che evidenzia ulteriormente la bassezza antropologica dell’attuale periodo storico: le “donne” che si affidano agli Istituti di gravidanza surrogata, cioè coloro le quali affrontano tutto il percorso di gestazione generando figli per altri, persuase solo dal compenso contrattuale, sono sul piede di guerra e invocano allo scandalo. Non capiscono “come sia possibile rimpiazzare in questo modo una madre”. Ci si chiede da che pulpito possa muoversi la critica, loro che madri non lo saranno mai, non si rendono conto che sono solo merce e cavie del sistema Capitalista globale.
E’ ormai da secoli che l’uomo si affida alla scienza come unica detentrice della verità assoluta. Uno dei falsi miti della nostra epoca è appunto lo scientismo, ossia l’illusione di poter conoscere la realtà servendosi esclusivamente della scienza moderna e di risolvere ogni problema umano grazie ad essa e alle sue applicazioni tecniche. La scienza, il Dio intoccabile dei moderni, sentendosi anche l’unica detentrice del diritto etico, stabilisce cos’è il Bene e cos’è il Male, arrogandosi la facoltà di distruggere a piacimento ciò che lei stessa ha creato. Come genera si sente anche in diritto di distruggere, una sorta di Dio onnipotente terreno: degli otto agnelli prodotti con il metodo Biobag, solo uno è stato tenuto in vita mentre i restanti sette sono stati sacrificati sul sacro altare della scienza.

ATTACCO ALL’UMANITA’

Musica, filosofia e politica in un evento organizzato dall’associazione Caposaldo

«Un momento di riflessione sull’aggressione che si sta consumando»

Venerdì 3 novembre, a partire dalle 20.45, presso il locale Tin Pan Alley di Bariano, grande evento-conferenza proposto da Caposaldo, “Attacco all’Umanità”, col cantautore Giuseppe Povia e il filosofo Diego Fusaro.
A sostegno delle posizioni dell’associazione Caposaldo interverrà il segretario, Simone Boscali.
Presenta Roberto Memoli.

“Attacco all’umanità” vuole essere un momento di riflessione sulla doppia aggressione che si sta consumando nella nostra epoca: all’umanità in quanto comunità e specie vivente, sempre più minacciata da un sistema economico e politico che mira esclusivamente al dominio elitario dei pochi sui molti; e all’umanità interiore di ciascuno di noi in cui la nostra più genuina natura antropologica e spirituale viene violentata e stravolta proprio per renderci più asserviti e manipolabili.

A questo proposito, le musiche a tema di Povia e le riflessioni filosofico-politiche di Fusaro si alterneranno prendendo in considerazione gli strumenti coi quali oggi si sta portando avanti questa linea. L’ideologia di genere nella pedagogia e nella cultura per sradicare l’essere umano dalla propria natura sessuale e finanche da quella biologica. Le vaccinazioni obbligatorie di massa per sovraccaricare e indebolire il nostro fisico esponendolo a una vita di cattiva salute e rendendoci quindi sempre più dipendenti dalle case farmaceutiche e legati alla materialità del corpo. L’utero in affitto come primo momento per una creazione artificiale della vita umana, slegata dal naturale rapporto di coppia come espressione di amore, e quindi come “vita di stato” da aggiungersi al “genere di stato” e al “vaccino di stato”. Lo “ius soli” che vuole privare di ogni contenuto morale i concetti di nazionalità e cittadinanza a favore di un’indistinta apolidia in cui tutti siano cittadini della Repubblica Globale del Consumo. Per concludere, si analizzeranno gli ultimi ritrovati del nuovo ordine capitalista mondiale in cui la dittatura del denaro e della materia, in un palese momento di accelerazione, sempre più entra nella nostra intimità fisica e spirituale per plasmare il consumatore perfetto. Un consumatore che, al pari di quello di stupefacenti, finisce per sviluppare dipendenza al gioco del consumo infinito divenendo infine schiavo del sistema che lo ha manipolato.

Giuseppe Povia, cantautore da anni impegnato nella composizione e diffusione di musiche ad alto valore sociale e nella presa di consapevolezza, ha vinto il Festival di Sanremo nel 2006 col suo brano “Vorrei avere il becco”. Artisticamente parlando è stato escluso dai circuiti ufficiali a partire dalla fine del 2008 con l’uscita del brano “Luca era gay”. Oggi è protagonista di molte serate in cui all’esecuzione delle sue canzoni alterna momenti di formazione e informazione. Tra i titoli più importanti nella sua fase attuale ricordiamo “Come fai”, “Chi comanda il mondo”, “Ignorante”.

Diego Fusaro, docente e ricercatore di filosofia all’Università San Raffaele di Milano, ha riscoperto il pensiero di Karl Marx in chiave idealistica sulle orme del proprio maestro Costanzo Preve. Propone un pensiero radicalmente anticapitalista e vicino agli interessi dei lavoratori, per la sovranità nazionale e gli sfruttati del mondo. Ha pubblicato moltissimi libri tra cui ricordiamo “Bentornato Marx! Rinascita di un pensiero rivoluzionario”, “Minima mercatalia. Filosofia e capitalismo” e “Il futuro è nostro. Filosofia dell’azione”. E’ promotore con altri del movimento di cultura politica “Interesse nazionale”.

L’ingresso è libero e gratuito.

Evento Facebook su: https://www.facebook.com/events/325504677875539/

Nata come coordinamento di movimenti e associazioni legati da una comune battaglia Caposaldo costituisce ora un’associazione che raccoglie le esperienze e le sensibilità personali di militanti di diverse provenienze. Scopo del movimento è la lotta contro il sistema capitalista e il Nuovo Ordine Mondiale con la messa in campo in particolare di momenti di controinformazione, volantinaggi e incontri di approfondimento. La varietà originale degli associati consente di trattare il tema da diverse prospettive, dall’economia alla politica, dalla spiritualità all’ecologia.

Per informazioni:
Simone Boscali, cell. 3314298972

IL VIDEO DELLA CONFERENZA:

L’ANTIECONOMIA

di Andrea Ciocca

Nel parlar comune, spesso si dà per scontato che il sistema Capitalista sia un sistema economico. Erroneamente gli si affianca il termine “economia”, ma analizzandolo, emerge la totale distanza dal suo autentico significato.
Il termine “economia” nasce ben 2500 anni fa nella Grecia antica. Il suo significato etimologico discende appunto dal greco ed è dato dalla scissione della parola stessa in oikos (comunità, madre terra, casa) e nomos (ordine, legge). All’interno di ogni oikos (comunità) vivono svariati monos (singole persone) che interagiscono tra loro, dove ogni singolo monos (persona) necessita potenzialmente d’infiniti bisogni che scaturiscono da altrettanti infiniti pensieri che a loro volta creano desideri. Essa (l’economia) ha quindi il doveroso compito di disciplinare i bisogni di ogni singolo monos all’interno dell’oikos affinché la comunità non sfoci in dinamiche incontrollabili e insostenibili. Si può quindi definire che l’economia è una legge ordinata del soddisfacimento dei bisogni nella misura e nel limite in cui due o più monos vivano all’interno dell’oikos.
Tale definizione pone però una sostanziale e imprescindibile prerogativa, cioè quella che l’economia deve essere sottomessa o comunque controllata dalla politica e quindi dallo Stato, ove l’obbiettivo primario della politica stessa persegua la sua stella polare: il Bene Comune. Solidarietà, socialità, equità, giustizia e bellezza sono le cinque caratteristiche che lo compongono. Tutte le sopracitate caratteristiche che consentano il palesarsi del Bene Comune all’interno della società, affinché non esista nessun tipo di prevaricazione e competizione tra i soggetti che lo compongono, si devono fondere in un tutt’uno e manifestarsi.
Al contrario del concetto di infinito proprio del Capitalismo, i Greci avevano ben chiaro quello del limite (metron), cosicché nello stesso tempo che nasceva il termine economia si creava anche il suo contrario: la chremata. Già Aristotele individuava nella crematistica l’esatto contrario dell’economia. Essa significa bene appunto il desiderio e la volontà di accumulo di denaro o ricchezze. Il filosofo ribadiva inoltre la necessità e il dovere dell’economia di impedire l’arricchimento di pochi a discapito di altri, in quanto rischiava di compromettere irreparabilmente non solo l’economia ma la comunità stessa. I pericoli della crematistica, che s’infiltrano avvelenando la comunità, come fatto emergere già da Aristotele, sono in seguito ripresi da svariati autori tra cui Gottfried Feder, che tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento denunciava in particolare la truffa dell’interesse applicato sul capitale prestato da istituti privati. Ciò che però emerge dall’analisi di Feder, è che la propensione di accumulo infinito era secondo l’autore causata da un’inclinazione spirituale da lui denominata il mammonismo.
Il mammonismo, scrive Feder, non è esclusivamente l’adorazione del potere del denaro e il dominio sinistro, invisibile, misterioso dei grandi potentati finanziari internazionali, ma è anche e soprattutto una disposizione dello spirito. Il mammonismo è la smodata esagerazione dell’istinto del possesso di denaro, è l’avidità del denaro divenuta follia, che non conosce meta più elevata dell’accumulare denaro su denaro, che con brutalità senza pari cerca di costringere tutte le energie del mondo al proprio servizio e che porta inevitabilmente alla schiavitù economica, allo sfruttamento della forza produttiva di tutti popoli del mondo.
Ora, se dalla Grecia antica passiamo ai giorni nostri e si analizza il Capitalismo, si evince che esso si pone all’antitesi del concetto genuino di economia in quanto sovverte le basi fondamentali affinché si presentino quelle caratteristiche proprie del Bene Comune all’interno della comunità. Il Bene Comune non può manifestarsi all’interno di un sistema capitalista, anzitutto perché non vi sono i presupposti a monte che vedono il controllo della politica sull’economia. Quello che dovrebbe essere una normale gerarchia, nel sistema Capitalista emerge un totale sovvertimento. La politica asservita al grande capitale subisce infinite e incontrollabili ingerenze dall’economia, dettandone l’agenda (Trattato di Maastricht, Lisbona…).
Il Capitalismo inoltre porta in seno tre peculiarità fondamentali che si oppongono alla determinazione dell’economia anticamente intesa. Il parassitismo, l’alienazione e lo sfruttamento sono caratteristiche criminali che si sviluppano e si manifestano al suo interno.
Il parassitismo si manifesta in quanto, tale sistema si arroga il diritto di emettere moneta ex nihilo (dal nulla) prestandola con l’aggravante dell’interesse e introducendola nei processi produttivi degli Stati, creando un infinito, strutturale ed inestinguibile debito pubblico. Codesta follia è permessa da quattro secoli a questa parte grazie ad una legislazione che la asseconda, con il beneplacito dei politici, autentici camerieri dei banchieri.
Anche l’alienazione è propria del Capitalismo e ingloba svariati aspetti soprattutto antropologici: l’allontanamento dell’uomo dalla sua stessa natura e dalle sue relazioni e dialoghi, hanno perso la loro naturale genuinità ma mascherano sempre un fine volto all’interesse personale; dalla sua stessa specie, dove l’uomo è sempre più macchina e animale; dalla sua sessualità con il manifestarsi di nuove identità sessuali e nuove forme genitoriali; dalla propria matrice spirituale sempre più volta verso gli inferi piuttosto che all’Assoluto e infine l’allontanamento dalla comunità esasperando l’individualismo.
Infine lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo che si determina con sempre maggior evidenza attraverso l’appropriazione dei mezzi di produzione che in questa epoca si concentrano sempre più in pochi grandi gruppi produttivi (collusi con quelli finanziari).
Questi tre capi di accusa al Capitalismo assommato al sovvertimento gerarchico tra economia e politica, determinano il netto allontanamento dal significato genuino di economia. Chi ancor oggi parla di economia capitalista cade in un grossolano errore. Esso non può considerarsi tale ma al contrario si deve ritenere come l’ultimo stadio della crematistica.

CORSO DI FORMAZIONE “Capitalismo Finanziario”

Corsi di Formazione – Economia

Paolo Bogni, Simone Boscali, Luca D’Ambrogio
Il Corso consta di sette lezioni totali

Sesta lezione, docenti Luca d’Ambrogio, Paolo Bogni

“Capitalismo finanziario”

Venerdì 19 maggio presso Domus Orobica
Ingresso via Mascagni, 85, Quartiere Longuelo – Bergamo, ore 20.45

Partecipazione libera e gratuita
E’ gradita la prenotazione per un’adeguata preparazione degli spazi

 

A partire dal 25 maggio 2016 l’associazione Caposaldo ha organizzato e messo gratuitamente
a disposizione corsi sui temi di proprio interesse politico e culturale.
Il fine, ambizioso ma doveroso in quest’epoca di pensiero unico, è quello di formare un
quadro di personalità e guide capaci di portare avanti la fuoriuscita dal sistema capitalista,
dentro o fuori l’associazione.
I corsi si estenderanno verosimilmente per un paio d’anni, ma si compongono di aree
tematiche e lezioni indipendenti al fine di facilitarne la frequenza.
La partecipazione è inoltre assolutamente gratuita in linea con lo spirito di servizio
comunitario dell’associazione Caposaldo.
Man mano saranno comunicate date, orari e ubicazioni delle varie lezioni con una
comunicazione costante e aggiornata tramite i nostri canali informatici (sito, mailing list,
pagina Facebook, etc.).
I temi via via trattati saranno: economia e finanza; geoingegneria; manipolazione e
disinformazione; alimentazione; tecnologia.

IL VIDEO DEL CORSO:

DIETRO I VACCINI…IL CAPITALISMO

di Andrea Ciocca

Sono ormai mesi che il sistema liberaldemocratico capitalista sguinzaglia le proprie iene al fine di creare terrorismo mediatico sulla questione delle vaccinazioni. In particolare amplifica i casi di meningite registrati in Italia, creando un autentico clima di terrore, instillando nella gente una sensazione di un pericolo epidemico. Evidentemente, in sede di bilancio, le case farmaceutiche hanno dedotto un’importante perdita nella voce “vaccini”, tanto da dover scomodare gli organi mediatici asserviti al grande capitale.
Vien da sé che sbandierando i casi di meningite non si vuole concentrare il problema esclusivamente su questa malattia. Se in prima battuta si vuole allarmare la popolazione adulta sulla patologia in questione, in seconda istanza, si pretende di far desistere i genitori con figli neonati, che al ricevimento della tassativa lettera dell’ASL sono ancora titubanti o dubbiosi.
Attuando i loro metodi persuasivi, pediatri e medici ben preparati dalle università di medicina sotto amministrazione diretta delle stesse case farmaceutiche, ergendosi sull’aspetto morale, fanno prima apparire il genitore come irresponsabile e in seguito elencando una serie di falsi pericoli che il soggetto potrebbe riscontrare se non dovesse eseguire l’iter vaccinale, o in alternativa raccontano la ormai estenuante filastrocca delle malattie che ritornano a causa dell’immigrazione.
Sempre più persone incominciano a prendere coscienza, ma i diffidenti contano comunque una minima percentuale, infatti, intorno ai vaccini aleggia una sorta di credenza popolare che fa si che siano accettati a scatola chiusa, senza che si senta la necessità di andare oltre e di informarsi, dando per scontato i loro benefici. Una delle più comuni credenze istillate nel volgo è che la copertura vaccinale abbia garantito un calo della mortalità e circoscritto la diffusione delle malattie. Tale tesi è molto dubbia se non addirittura fuorviante, in quanto è invece il miglioramento igienico-sanitario che ha contribuito al miglioramento e al conseguente allungamento dell’aspettativa di vita. Alcuni medici e pediatri non allineati al sistema e spesso demonizzati e minacciati (l’ultimo caso riguarda il Dottor Stefano Montanari) oltre che dichiarare assodato il nesso tra vaccini e autismo, li ritengono rischiosi sia per la salute dei bambini ma anche per soggetti adulti a cui vengono praticati. Sostengono inoltre che sono inutili e dannosi: inutili perché non si verificano più casi allarmanti da oltre trent’anni e dannosi perché vengono inoculati a soggetti sani non ancora formati fisicamente.
Ritornando ai casi di meningite, in realtà l’Italia rientra tra quei Paesi con la più bassa incidenza di tutta Europa. Entrando più nel dettaglio i numeri parlano chiaro: i casi da meningococco sono stati 164 nel 2014, 196 nel 2015 e 191 nel 2016. Paradossalmente, quindi, nel 2016 si sono verificati meno casi rispetto all’anno precedente.
Si desume da questi dati, il totale asservimento dei media ma ancor più è lampante quello della classe politica che puntualmente scodinzola al volere delle dinamiche del sistema capitalista.
E’ inevitabile, che quando si mette in movimento la macchina propagandistica pro case farmaceutiche, spesso ottiene un riscontro a loro favorevole. Si registra, infatti, proprio in queste settimane un sostanziale incremento di richieste ai Distretti Sanitari di appartenenza per la somministrazione del canonico esavalente. Tale reazione, quasi istintiva, è figlia di un determinato pensiero tendente ad affrontare gli argomenti a compartimenti stagni che portano a mascherare il Capitalismo e concepirlo nella sua integrità. Dalla sua nascita mette in atto una destrutturazione antropologica attraverso l’esaltazione di determinate forme di pensiero affini alla sua autoaffermazione. Si ergono come uniche quelle filosofie funzionali al sistema: materialiste, individualiste, dove la Verità è sostituita dalle verità relative e irraggiungibili. I pensatori che gli fanno riferimento appartengono a quel filone filosofico che va da Cartesio fino al suo epigono Kant. In altri termini la propaganda capitalista riesce a trovare i giusti pertugi nelle coscienze delle persone, generando soggetti con una volontà e una convinzione debole, annullando qualsiasi spirito rivoluzionario o comunque antagonista al sistema capitalista, proprio perché non si ha ancora la visione del Tutto, non si è ancora inteso che il nostro aguzzino è il sistema Capitalista.
Nonostante esso operi da cinque secoli per imporsi, nicchie di coscienze escono da quella “gabbia di acciaio” tanto è vero che in ogni città genitori ma anche singoli cittadini si stanno costituendo in comitati per la libera scelta vaccinale volti a sensibilizzare le comunità di appartenenza sulle controindicazioni dei vaccini. E’ anche grazie a queste realtà che il 21 marzo 2017 si manifesterà (PrimaVera giornata per la libertà di scelta vaccinale, Roma) per portare a conoscenza i già attestati danni da vaccino oltre che le repressive leggi liberticide tendenti a porre veti di iscrizioni nelle scuole dell’infanzia o primarie.

CORSI DI FORMAZIONE – ECONOMIA

Corsi di Formazione – Economia

Paolo Bogni, Simone Boscali, Luca D’Ambrogio
Il Corso consta di sette lezioni totali

Quinta lezione, docenti Luca d’Ambrogio e Paolo Bogni

“Ideologia capitalista”

Mercoledì 14 dicembre presso oratorio San Francesco
Ingresso via Pola, Zona Gleno – Bergamo, ore 20.45

Partecipazione libera e gratuita

A partire dal 25 maggio 2016 l’associazione Caposaldo ha organizzato e messo gratuitamente a disposizione corsi sui temi di proprio interesse politico e culturale. Il fine, ambizioso ma doveroso in quest’epoca di pensiero unico, è quello di formare un quadro di personalità e guide capaci di portare avanti la fuoriuscita dal sistema capitalista, dentro o fuori l’associazione. I corsi si estenderanno verosimilmente per un paio d’anni, ma si compongono di aree tematiche e lezioni indipendenti al fine di facilitarne la frequenza. La partecipazione è inoltre assolutamente gratuita in linea con lo spirito di servizio comunitario dell’associazione Caposaldo. Man mano saranno comunicate date, orari e ubicazioni delle varie lezioni con una comunicazione costante e aggiornata tramite i nostri canali informatici (sito, mailing list, pagina Facebook, etc.). I temi via via trattati saranno: economia e finanza; geoingegneria; manipolazione e disinformazione; alimentazione; tecnologia.

IL VIDEO DEL CORSO

E’ il liberalismo la rovina della famiglia, non lo Stato

di Simone Boscali

Poche settimane fa il sindaco leghista di Cascina (Pisa) Susanna Ceccardi si è guadagnata l’onore delle cronache per la sua determinazione a non celebrare le unioni civili tra coppie dello stesso sesso. Inoltre il primo cittadino ha deciso di creare una squadra di legali che si battesse per l’ottenimento di un’obiezione di coscienza per tutti quegli amminsitratori contrari a celebrare questo nuovo istituto.

Fin qui nulla di sbagliato, indipendentemente dalla qualità della signora Ceccardi che non possiamo giudicare come amminstratrice non avendo alcuna conoscenza a riguardo.

Ciò che invece disapproviamo e che ci fa preoccupare in vista dell’espansione della battaglia per la difesa dell’unicità della famiglia è il suo dubbio retroterra cultural-politico, un retroterra altamente discutibile e che sembra tutt’altro che estraneo tra i gruppi di ispirazione cattolica che condividono la posizione del sindaco di Cascina.

Susanna Ceccardi infatti – qui il suo pensiero originale – considera l’istituto delle unioni civili un’invasione di campo da parte dello Stato nella vita privata dei cittadini e delle coppie e considera questo modo di procedere “illiberale”.

Noi dissentiamo totalmente da questa visione delle cose e riteniamo che essa possa portare fuori strada il movimento pro-famiglia nel momento in cui esso fosse chiamato a una più generale lotta politica in cui inquadrare il discorso familiare in un progetto più complesso. Il nostro timore è che, a fronte di una comprensione corretta dell’attacco che viene portato alla famiglia, non vi sia però una comprensione più generale di come il sistema (capitalista) si muova.

Noi non crediamo assolutamente che il riconoscimento da parte dello Stato delle unioni civili alle persone dello stesso sesso rappresenti un’imposizione illiberale. Crediamo al contrario che esso sia un omaggio al liberalismo più sfrenato, quasi anarchico. Proprio in questo momento e su questo punto infatti lo Stato capitola dal proprio ruolo principale di custode, forte ma giusto, rappresentativo dei valori delle Comunità che costituiscono la Nazione per far spazio, in modo assolutamente liberale, a ogni concessione e disvalore, anche alle aperture più autodistruttive per la popolazione. A differenza di quanto sostiene la Ceccardi, non è che lo Stato voglia imporre illiberalmente ogni sorta di para-famiglia. Semmai esso rinuncia a tutelare l’unicità dell’istituto familiare avviando un processo culturale fuori dal controllo della politica. Lo Stato passa quindi dall’essere garante dei diritti e delle tradizioni comunitarie a semplice spettatore passivo e sottoscrittore di ogni istanza e capriccio individualista.

La Ceccardi sembra proprio scivolare verso l’individualismo e l’apoteosi dei diritti individuali a scapito di quelli comunitari (un individualismo e anticomunitarismo che il sindaco di Cascina non comprende essere proprio la causa di quel male cui lei vorrebbe opporsi) anche in diverse e successive prese di posizioni. Afferma “[…] una volta individuati i diritti che si ritiene un soggetto debba poter esercitare, quei diritti gli vadano riconosciuti in quanto individuo […]” culminando nel “La pensione uno la lasci a chi gli pare […]”. Non ci siamo proprio e tra l’altro il primo cittadino toscano dimostra di avere una scarsa cognizione dell’istituto familiare. I benefici economici concessi a un uomo e una donna, come detrazioni fiscali per familiari a carico, assegni familiari e, in ultimo, la reversibilità della pensione al coniuge, sono aiuti che lo Stato mette in campo per agevolare la coppia in uno dei suoi compiti: garantire la continuità della Comunità attraverso figli e nipoti. Ma lo Stato, per potersi impegnare in questo sforzo economico, ha bisogno di una garanzia da parte dell’uomo e della donna, di una promessa pubblica che è appunto il matrimonio.

Altro quindi che invasione di campo illiberale, altro che “stato guardone” che costringe il cittadino “a mettere per iscritto con chi va a letto”. Questi istituti, oltre che avere una derivazione spirituale sacrale, sono da un punto di vista giuridico la tutela che l’Io collettivo, lo Stato padre e non padrone, mette in campo a favore di tutti i cittadini.

La reversibilità della pensione, oggi quanto mai traballante, è qualcosa che non può essere assegnata a chi ci pare ma è il diritto che spetta a chi di fronte ai propri concittadini ha promesso solennemente di impegnarsi a rinnovare la propria Comunità e quindi per tale scopo deve essere fruita, passando quindi il beneficio economico dal coniuge scomparso all’altro in vita affinché come genitore, nonno o altro continui la propria opera sociale.

Del resto questa incongruenza interna a Susanna Ceccardi (criticare una specifica espressione del sistema senza aver compreso il sistema in sé) sembra essere figlia di una precisa fissazione del sindaco di Cascina. In un’altra occasione, quando ancora non era stata eletta a guidare il comune pisano, aveva espresso su Facebook la propria opinione sulla canzone “Imagine” di John Lennon disprezzandola come inno al comunismo. Di nuovo possiamo essere d’accordo con lei nel non apprezzare la canzone in sé, ma in base a contenuti del tutto diversi. “Imagine” è infatti un inno mondialista, un inno all’appiattimento e all’abbattimento di ogni specificità umana in un mondo in cui i significanti sono rovesciati secondo la tipica comunicazione massonica e a regnare è il capriccio individuale laddove non vi sia più nulla per cui valga la pena vivere. Questo, ahimé, non è comunismo ma al contrario l’apoteosi dell’ordine mondiale capitalista rispetto al quale il comunismo è stato nella peggiore delle ipotesi un complice che ne ha favorito l’ascesa, ma ideologicamente c’entra veramente poco.

Questo per dire come un’impreparazione politica sui contenuti di questo o quel sistema possa portare anche una persona di indubbie buone intenzioni come la Ceccardi a toppare clamorosamente l’analisi.

Non è certo contro il sindaco in questione che vogliamo infierire. In quanto leghista non possiamo certo considerarla una dei nostri, anzi, ma nemmeno è nostro interesse sparare a zero contro quello che per noi sarebbe un bersaglio di bassissima importanza. Ci interessa invece prendere a modello e analizzare la sua analisi di una questione delicata, un’analisi che non esitiamo a definire schizofrenica e dissociata a dispetto della conclusione condivisibile alla quale giunge in qualche modo (la possibilità di obiezione di coscienza di fronte alle unioni omosessuali).

Guai, diciamo, guai davvero a esprimersi a spezzoni sulle singole espressioni del sistema in cui viviamo senza averlo compreso. Peggio ancora guai a fare questo percependo il sistema come l’esatto contrario di ciò che è (nel caso specifico, illiberale quando è liberalissimo).

Così facendo il drammatico risultato che ci attenderebbe, se anche il sistema crollasse, sarebbe quello di riprodurlo, non avendo in sé la piena coscienza della natura di quanto avremmo appena sconfitto.

La pianificazione di un futuro migliore, di un’alternativa, di un cambiamento radicale passa necessariamente per una paradossale “pars destruens costruttiva”, una distruzione consapevole, una coscienza di cosa si sta distruggendo affinché non si ripresenti mai più, liberando così l’umanità da un fardello che non merita.

CORSI DI FORMAZIONE – ECONOMIA

“ELEMENTI DI POLITICA MONETARIA – 1a parte”
Venerdì 8 luglio presso oratorio San Francesco
Ingresso via Pola, Zona Gleno – Bergamo, ore 20.30

Partecipazione libera e gratuita

E’ gradita la prenotazione per un’adeguata preparazione degli spazi

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A partire dal 25 maggio 2016 l’associazione Caposaldo ha organizzato e messo gratuitamente a disposizione corsi sui temi di proprio interesse politico e culturale.

Il fine, ambizioso ma doveroso in quest’epoca di pensiero unico, è quello di formare un quadro di personalità e guide capaci di portare avanti la fuoriuscita dal sistema capitalista, dentro o fuori l’associazione.
I corsi si estenderanno verosimilmente per un paio d’anni, ma si compongono di aree tematiche e lezioni indipendenti al fine di facilitarne la frequenza.
La partecipazione è inoltre assolutamente gratuita in linea con lo spirito di servizio comunitario dell’associazione Caposaldo.
Man mano saranno comunicate date, orari e ubicazioni delle varie lezioni con una comunicazione costante e aggiornata tramite i nostri canali informatici (sito, mailing list, pagina Facebook, etc.).
I temi via via trattati saranno: economia e finanza; geoingegneria; manipolazione e disinformazione; alimentazione; tecnologia.

Il video del corso:

CORSI DI FORMAZIONE – ECONOMIA

A partire dal 25 maggio 2016 l’associazione Caposaldo organizza e mette gratuitamente a
disposizione corsi sui temi di proprio interesse politico e culturale.
Il fine, ambizioso ma doveroso in quest’epoca di pensiero unico, è quello di formare un
quadro di personalità e guide capaci di portare avanti la fuoriuscita dal sistema capitalista,
dentro o fuori l’associazione.
I corsi, si estenderanno verosimilmente per un paio d’anni, ma si compongono di aree
tematiche e lezioni indipendenti al fine di facilitarne la frequenza.
La partecipazione è inoltre assolutamente gratuita in linea con lo spirito di servizio
comunitario dell’associazione Caposaldo.
Man mano saranno comunicate date, orari e ubicazioni delle varie lezioni con una
comunicazione costante e aggiornata tramite i nostri canali informatici (sito, mailing list,
pagina Facebook, etc.).
I temi via via trattati saranno: economia e finanza; geoingegneria; manipolazione e
disinformazione; alimentazione; tecnologia.

Il video del corso: